Splatter Hour il librogame

Splatter Hour di Federico Bason
Librogame in download gratis

Disponibile al download gratuito “Splatter Hour” il librogame; è la storia di una magione infestata ed un eroe pronto a sfidare le forze del male.

Direttamente dalla atmosfere arcade anni 80, “Splatter Hour” è un tributo al videogame Splatter House.

Qui pagina ufficiale facebook dove poter scaricare l’opera.

 

 

Fonte

The Terror. Suggestioni raffinate di una grande serie tv. E’ l’opposto della insipida teatralità delle ONG di mare.

Sul significato della Fede, Giussani spiega:
ogni espressione dell’uomo, della natura, si rifà –consciamente o meno- al cristianesimo.
Qualcosa che vedi, che leggi, che sperimenti, se descritta con profondità, fa venir voglia di andare a fondo, di arrivare alla fonte.
Che è appunto la regola del cristianesimo.

Principio identico (si avvalora l’elemento razionale sopra esposto) si utilizza nel Marketing. Un mezzo qualsiasi, film, musica, lettura, se ha VALORE, stimolerà l’utente ad una certa curiosità.
La stimolazione del desiderio crea domanda, la domanda sostiene il prodotto, è una legge di mercato.

La regola suddetta con l’avvento di internet si è raffinata: la pubblicità viene creata per unire utente-prodotto, il passaggio è velocissimo, quasi istantaneo.
Un osmosi ultra personalizzata, che calza come un guanto.

Nella fede, per una bizzarra scelta di “grandeur”, si è giunti all’opposto: gli stimoli dell’individuo hanno difficoltà ad essere accolti dalla Chiesa “moderna”. Che oggi guarda altrove, ha noia di sé stessa, scoraggia la pretesa dei suoi devoti.
A pensarci bene, siamo lontani anni luce dalla ricerca del Mistero, di Giussaniana memoria.

A che punto siamo arrivati?
Che l’atto del bere acqua, per poi cercare la fonte, funziona. ma il torrente è irriconoscibile
Pazzesco, vero?
La proposta della fede, quella millenaria intrisa di Mistero, è messa da parte.
Oggi ci invitano a seguire le istanze delle ONG, le stesse chimere, le stesse dolciastre illusioni.
Una nuova algebra del desiderio: ponti, porti, valori per tutti e per tutte i gusti.
Allora dove sta il Cristianesimo? Certo non tra le ONG. E’ pur vero che esse hanno un formulario di preghiere (laiche) ringraziamenti (laici), riti (laici) ma la spiritualità è altro. Se ci accontentiamo di questo, di una proposta “light”, la fede non solo è destinata ad essere ignorata, ma affonderà nell’irrilevanza delle corti buoniste e radical-chic.

E’ sufficiente uno sguardo nuovo, dentro un telefilm, per sapere davvero cos’è il cristianesimo.
“The Terror” è un thriller (liberamente inspirato alle atmosfere lovecraftiane) che parla di un viaggio, prima di tutto interiore.
Alcuni messaggi che sono riuscito ad apprezzare:
La fede come immeritata beatitudine.
La speranza di un comandante di vascello, verso la salvezza, almeno dell’anima.
La vacuità degli obiettivi terreni.
Un approccio al soprannaturale che cerca di salvare l’umano.
Il valore della comunità, che forze ancestrali mettono alla prova.

In “The Terror” non esistono ponti, porti, ONG in azione, perciò la presenza spirituale è altissima… non è lampante?

QUI UN ESTRATTO (SENZA SPOILERS) di “The Terror”.
La domanda del video è: perchè l’uomo, sperimentato l’incontro con Dio, sceglie di allontanarsi? La “fame” è una giustificazione o una paura del Mistero?

 

 

Cosa hai visto?

Thriller Zone è un trittico per pensare e credere.
Leggiamo in chiave spirituale i misteri della cronaca noir.

 

File n.1 – “Cosa hai visto?”

 

Premessa:

– Il delitto perfetto non esiste, neppure il suicidio perfetto.

– Un versetto biblico per avvicinarsi all’inspiegabile: il tragico epilogo di Giada Di Filippo.

 

Anch’io come tanti, sono perplesso di fronte al gesto di Giada.
Troppe domande, troppi misteri, troppi dettagli inquietanti.

La storia inizia (o meglio finisce) con una telefonata: una ragazza che risponde al suo fidanzato, futuro sposo, lei lo rassicura, lo ringrazia poi gli dice: “Puoi vedermi?”.
Lui la cerca, non la trova, quella frase “Puoi vedermi?”, lo incuriosisce: si era fatta bella (era già bellissima) per lui o per l’occasione? La laurea d’altronde è un traguardo speciale…

“Puoi vedermi?” Cos’altro poteva significare?
Il mazzo di rose l’avrebbe fatta felice, appena lei l’avesse visto, appena si fossero incrociati…

Ma dov’era? Non riusciva a vederla.

Si sarebbero baciati? Senz’altro, ma leggermente, per non togliere il rossetto dalle labbra, era il giorno della laurea, dopo la discussione della tesi, avrebbero avuto il tempo di… ma perché qualcuno stava gridando?

Perché la gente correva, urla che assomigliavano a pianti, c’era chi pregava, chi imprecava, cosa accadeva?

Giada da quel giorno ha rinunciato ai fiori, alle rose, a chiunque le volesse bene; ritroverà omaggi floreali su una gelida tomba, vestita da sposa dentro una bara bianca.
“Puoi vedermi?” sembra sussurrare.

Troppi misteri, troppi interrogativi, giornalisti e indagatori della psiche hanno detto la loro, tralasciando un indizio rivelatore.
Quello spirituale.
La domanda che Giada ha rivolto al fidanzato, dovremmo rivolgerla a lei.
“Giada, ma cosa hai visto?”

Facciamo un passo indietro:

Ci troviamo all’università, allo scoccare della macabra messinscena, in quel maledetto giorno.

“Dove sei? Non ti vedo!” il fidanzato parla al telefono, si muove in direzione del luogo concordato. Giada non è lì? Certo che si, dove se non lì, per coronare l’impegno, dopo 5 anni di studio.
Gli amici, la famiglia, l’amore, si erano dati appuntamento, tutti per lei.

Ma Giada avvertiva un mutamento che da lì a poco sarebbe diventato un volo, gli occhi si fecero cupi, nella paura di vedere qualcosa.

Ma cosa?

Escludiamo le solite ipotesi, lette sui giornali, sui blog.
Sono offensive, per la ragazza e per la sua famiglia, le elenco e spiego dove sia l’errore:

  • stato depressivo (è un falso perchè rappresenta una diagnosi generica: dal terrorista al serial killer è un modo per nascondere il problema).
  • condizione di disistima (come dire: non si è laureata quindi si è ammazzata. E’ falso: Giada sapeva che un titolo accademico non avrebbe cambiato le cose).
  • la presunta severità della famiglia (falso: qualcuno addossa al padre -appartenente ad alte cariche militari- un’educazione repressiva. Non esiste nessuna prova a riguardo. Anzi, Giada –secondo le confidenze fatte alla cugina- si riteneva una ragazza fortunata).
  • personalità violenta (falso: una nota psicologa ha scritto che la messinscena prima dell’omicidio avrebbe un valore fortemente aggressivo. Quello di punire chi le voleva bene. Per me è impossibile credere alla sociopatia. Pensate che il sindaco di Sesto Campano -dove i Di Filippo risiedono- ha definito Giada un “gioiello”, il paese la descrive come affabile e solare).

 

Oltre gli enigmi, la ragazza ha visto qualcosa. Di raccapricciante.
Lei, da credente, ha avvertito qualcosa, che le è salita sulla pelle e da lì non si è smossa.

Una verità che può sconvolgere:
 “Tutto il mondo giace nel potere del maligno” (1 Giovanni 5/19)

Questa condizione, qualora si negasse, può esprimersi come volontà esterna, divenendo padrona degli occhi che la guardano.

E’ bene ricordare che un Dio operante è il porto sicuro contro le tempeste della vita.
Il Cielo, sopra a chi lo guarda, si staglia in contrapposizione con il mondo.
Quel mondo corrotto, maligno, che ha fatto volare giù Giada Di Filippo.

Pare impossibile credere ai professori, ai giornalisti, agli psichiatri.
Vorrei chiederlo a lei, farle l’ultima domanda: Giada, ma cosa hai visto?

 

Clicca QUI: mio editing su estratto di “”Fear and wonder” dei Dimmu Borgir e video dei Behemoth “Ov fire and the void”. Rende perfettamente l’idea.

Dio me l’ha chiesto

Ciò che mi suggerisce, lo suggerisce anche a te
Ciò che mi suggerisce, lo suggerisce anche a te

 

Lui in persona. Mi ha parlato. Mi ha chiamato.

Ho potuto dire soltanto una parola. Un si.

Farò un thriller, analisi sociale, sulla cronaca in cui è sprofondato il mondo.

E’ Dio che me lo chiede. Non prendetemi per Brosio (matto),

quando parlo di rivelazione divina, intendo un dialogo interiore, con Lui,

di simboli che vuole mostrarci. A me, come a voi.

Ho deciso di accettare la sfida: li scrivo e li descrivo.

Partiamo da un prete, quello sgozzato sull’altare, come si risponde ad un sacrilegio, senza usare la violenza?

Denunciando il marcio di questo sistema, la cronaca.

Il Thriller in preparazione è questo: cronaca nera. Terrorismo, jihad, Califfato e il razzismo con cui sempre

più si ghettizzano gli Italiani.

Politici senza scrupoli assassinano le famiglie, tasse per imporre il suicidio.

Promuovono l’esodo di continenti, sopprimendo un popolo per comandarne un altro.

L’immigrazione selvaggia prospera, marcisce uno Stato senza più cristiani, senza più patrioti, senza memoria.

Ma il prete sgozzato, cosa centra?

E’ il martire caduto per mano del demonio, è l’assaggio: flotte di diavoli sono pronti a sbarcare.

Ogni ora, ogni giorno.

Come si risponde al Male?

Con la denuncia. Poi si vedrà.

 

Aggiornerò sui tempi e sulla stesura dell’opera.