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Finalmente la verità su Jihad e immigrazione, per mano di uno dei suoi protagonisti
Finalmente la verità su Jihad e immigrazione, per mano di uno dei suoi protagonisti.

 

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I Diari di M.O.S.K. sono una raccolta di poesie sulla fatwa contro l’Occidente.
I testi di Abdul Alhazred hanno oscuri protagonisti: clandestini, terroristi, finti profughi, falsi italiani.
Federico Bason, curatore dell’opera, si è adoperato perché giungessero senza censure, al grande pubblico.
I Diari rappresentano un monito del pericolo che l’Europa sta subendo, a causa del terrorismo e l’immigrazione selvaggia.

 

Trionfo

Papa in ombra-cristoria
Passare da “La Chiesa non è un ONG” a trasformarla in succursale del disagio islamico. Papa Francesco stupisce ancora.

Mai come adesso la Chiesa è stata forte. Invincibile.

Il management scelto da Bergoglio non solo si è rivelato vincente, ma di fatto ha zittito i (pochissimi) critici del suo pontificato.
Mentre i detrattori scrivevano di lana caprina (votazione-elezione secondo o non secondo diritto canonico, iter fumoso o impreciso ecc.), lui ha tirato dritto, sbaragliando tutti, i numeri parlano chiaro.
Vediamoli un po’ questi numeri:

Oltre 3 milioni di giovani radunati per la GMG, entusiasti, convinti.
Rapporti di reciproco vantaggio con le elite di 2 continenti, welfare dell’accoglienza in 6 nazioni chiave, migliaia di intellettuali, amministratori, dirigenti (non cattolici e/o non credenti all’apparenza super partes) tramutati in diapason precisi della politica Bergogliana.
Casse del Vaticano stracolme fino a scoppiare, supportate da un business miliardario (in euro), per la gestione dei profughi, da qui ai prossimi 10 anni.

Continuiamo ancora: un trionfo di immagine (sotto slogan come “Costruire ponti” e “Chi sono io per giudicare”) che nessuna campagna pubblicitaria planetaria riuscirebbe ad eguagliare.
La Chiesa del Papa argentino è cool, fa gola a molti, forse a troppi. Milioni di atei, gnostici, increduli, credenti ma non troppo, rifuggono dal Cristianesimo, ma si sentono rappresentati da Francesco.

Un nuovo modo di intendere la fede che ingigantisce, cambia, non si ferma dinanzi a nessuno: se esiste un potere che può insidiarne un altro, è meglio scendere a patti, per ottenere di più, molto di più.
Ecco pronto l’accordo, anzi no 2, poi 5, 10, 100 accordi. Dal parlamento, all’ufficio stampa, fino alla passerella, il sodalizio tra “il catto-buonismo” e la lobby LGBT è inarrestabile.
E’ normale per la CEI, per uno degli eventi più importanti della cristianità, assoldare come presentatrice Lodovica Comello, già madrina del gay village, già portavoce della lobby sopracitata.
Chiamata anche Daria Bignardi, in altra occasione, già assidua promotrice del gender, sponsor dei soliti noti.
Non è mancanza di senso (o di etica, fate voi) vale il detto: business is business.

Continuiamo con i miracoli di Francesco: numeri che valgono la moltiplicazione di pani e dei pesci. Tanti, tantissimi: 246 milioni per l’esattezza. Quantificati nella popolazione del Medio Oriente.
Dall’isola di Lesbo, la promessa (mantenuta) di aiutare la fiumana islamica a raggiungere l’Europa. Al contempo stesso rassicurare i cittadini europei che i cosiddetti profughi sono “fratelli”, e se sopraggiunge un problema, per esempio il terrorismo, bhe, la religione non centra nulla.
Questo modus di interpretare il cristianesimo, autogestito, a tratti spiazzante, vince a mani basse, senza bisogno di confronto. Polverizza le classifiche di gradimento, è il Papa più famoso di sempre; una celebrity, secondo le penne “mangia preti”, che hanno issato bandiera bianca e si sono uniti nelle celebrazioni.
Tanti profughi, tanti fondi, una mangiatoia pronta per l’intellettuale che si presti a tranquillizzare il popolo.

Un sistema rodato: il diavolo va d’accordo con l’acqua santa, il dolce sta bene con il salato, una fede all-inclusive, in cui tutto gira alla perfezione.
A patto di essere d’accordo con il Papa, naturalmente. Perché in caso contrario son dolori.
I termini più usati da chi detiene il potere sono: guerrafondai, cattivi, estremisti, anti-cristiani. Vengono lanciati contro chi all’interno della Chiesa mette in discussione la deriva marxista in atto.
Dietro i sorrisi placidi e le preghiere pro-sbarchi, quando il sole è calato si accende la notte dai lunghi coltelli, l’ennesima vendetta.
Personaggi strapagati, dall’accesso illimitato alla visibilità nazionale, pontificano dai giornali, le radio, tv che il problema non sono il terrorismo o l’immigrazione selvaggia, ma chi si oppone ad essi.
Provengono dalla filiera di regime, in cui il cattolicesimo è una lavagna, su cui fare una divisione tra buoni e cattivi.

Distrattamente, non saprei dirvi il titolo del programma nè il nome degli intervenuti, ho ascoltato in radio (rai) una prof.ssa, vaticanista, studiosa, che ha concluso così (riferito alla strage di Nizza):
“Il pericolo vero è l’atteggiamento di certi cattolici. Noi- asseriva la prof.ssa- dovremmo concentrarci su questo. Ai tempi del Medio Evo c’erano cristiani che bruciavano le streghe, pensando di risolvere il problema; ecco, facciamo attenzione a questo tipo di persone, poiché occorre ribadire che il terrorismo si batte con il dialogo”.
Capito come vanno le cose?
Stigmatizzati (anche) come nuova inquisizione.

Il vortice straordinario di attività (in primis la raccolta di prebende) con cui il Bergoglio-style fa splendere la Chiesa, è oggetto di culto, all’infuori di esso rimane una parte importante di gregge.
Sono i cosiddetti cattivi: si tengono lontano dagli affanni del “pio e giusto”, osservando con distacco, la mareggiata verso l’accumulo di beni, in cui la barca di Pietro sembra sprofondare.
Il distacco non è ignavia, perché l’esperienza mistica della Chiesa non è in pericolo.
La mano marxista/ filoislamica può impossessarsi del timone ma non decretarne la fine.
Sarà Cristo a decidere quando la farsa dovrà finire.
Allora sarà tempo del trionfo, una conversione, della verità sul potere.

Con la misericordia…

Tra i "Rich kids" dell'Islam si diffonde una nuova moda. Dopo l'esibizione di macchine, università, orologi, c'è la collezione, come trofei, di corpi senza vita di "crociati" e "infedeli." Le prede siamo noi, se non si fosse capito.
Tra i “Rich kids” dell’Islam si diffonde una nuova moda. Dopo l’esibizione di macchine, università, orologi, c’è la collezione, come trofei, di corpi senza vita di “crociati” e “infedeli.”
Le prede siamo noi, se non l’aveste capito.

 

“Con la misericordia e la compassione mi ci pulisco il culo”
Questo è il pensiero dei terroristi, a Dacca, e in tutto il mondo.
Ridono di noi, non li sentite?

E’ buffo leggere sui giornali i coccodrilli, lacrime preconfezionate, per oscurare il buonismo con cui le sinistre hanno svenduto l’Occidente. Dicono: il terrorismo è il male. Si, ok, è vero. Già detto, declinato e raccontato. Ed ora? E poi?
Ti rispondono: commemoriamo le vittime. Stop, capaci solo di questo.

Un film a Dacca che non è d’orrore, perché nell’orrore vive la tensione e spesso si fronteggiano il bene il male.
In qualunque posto l’Islam conficchi gli artigli, è in atto un film surreale, dove gli idioti soccombono ai cattivi, gli ingenui credono alla luna di formaggio e si consegnano al macello.
Ha fatto scalpore la vittima che innalzava l’Islam a baluardo di pace, per poi essere seviziata da un machete, utilizzato da coloro che difendeva; dispiace che gli ingenui esponenti della “Chiesa di lesbo” (dell’integrazione senza se e senza ma), abbiano avuto identica sorte, concludendo in Bangladesh la favola del “siamo tutti fratelli nello stesso Dio”.
Certo, un Dio uguale; ma le persone sono diverse. Ci sono coloro che uccidono gli occidentali, e gli occidentali, diventati un puzzle sanguinolento, dentro un sacco di plastica.
Altro che fratelli.

 

Simona è la ragazza incinta su cui i terroristi hanno infierito di più. Il bimbo che portava in grembo è morto non per le ferite inferte, ma per le torture patite dalla madre. La poveretta, prima di essere fatta e pezzi, è stata seviziata. Il video è in condivisione dai rampolli bene del Bangladesh.

 

Veramente, ho approfondito in lungo e largo la questione: è in atto non solo una guerra religiosa, ma anche uno scontro di civiltà.
L’Oriana ha scritto tantissimo, è stata zittita perché di destra.
I miei contributi sono confinati nella nicchia dell’underground, perché avversi al pensiero dominante: il “pace e amore” di Boldrini e co, servi e servette di questo sistema malato.
Non faccio compromessi, le lobby di sinistra non mi incantano, non mi avranno mai.

I mostri “democraticamente eletti” ridono di Dacca, del panegirico dell’accoglienza a tutti i costi. Intanto spostano sulla scacchiera milioni di euro: uno come Khalid Chaouki è l’apripista per altre moschee, altro potere, gente che vuole prenderci la vita. Non si può far finta di nulla.

 

Khalid è il volto in giacca cravatta dell'Islam. Dal Marocco, è stato catapultato a Montecitorio. Numerosissime le sue ricognizioni nelle scuole pubbliche del Paese, per -lui dice- parlare di integrazione. Nel contempo sono aumentate le contestazioni al crocifisso appeso nelle aule di scuola ed al cibo proposto nelle mense, che -spiega Khalid- non seguono i precetti islamici.
Khalid se la ride contento. E’ il volto in giacca cravatta dell’Islam. Dal Marocco, è stato catapultato a Montecitorio. Numerosissime le sue ricognizioni nelle scuole pubbliche del Paese (l’Italia), per parlare -lui dice- di integrazione. Nel contempo sono aumentate le contestazioni al crocifisso appeso nelle aule di scuola, al cibo proposto nelle mense, che -spiega Khalid- non segue i precetti islamici.

 

L’Europa si conquista con i machete e gli scranni in parlamento. Lo sanno benissimo, siamo noi a non averlo capito.
Colmi di sensi di colpa, consegniamo all’Isis i beni più preziosi, donne e bambini, con la speranza di essere graziati. Lo straniero esulta -da Dacca a Montecitorio- te lo dice in faccia, ghignando:

“Con la misericordia e la compassione mi ci pulisco il culo”.

Napolislam, la grande truffa

Il sig. Pagano racconta di una fede fatta di zeppole e kebab, ma non accenna ai tanti Mullah arrestati in Europa per terrorismo internazionale.
Il sig. Pagano racconta di una fede fatta di zeppole e kebab, ma non accenna ai tanti Mullah arrestati in Europa per terrorismo internazionale.

 

Mi sta bene, perché quel che vale per gli altri vale anche per me.
Creo, produco, scommetto, come tanti di voi: il pericolo è ridursi ad una contemplazione narcisista di ciò che si crea, di ciò che si pensa, anche se è godimento, alla lunga il Male del mondo prevale.
Ti rendi conto che hai sbagliato: si da modo alla bugia di nascondere il reale, si da sponda alla mistificazione, che ingigantisce e corrode la verità.

La mia riflessione nasce dal film/menzogna Napolislam, che descrive la fede islamica come tollerante, integrata, zuccherosa addirittura.
E’ uno scherzo? Chiedetelo al regista, il sig. Ernesto Pagano, che dipinge le conversioni all’Islam come panacea all’Occidente corrotto, l’Islam come risposta sincera ad un Italia vecchia e meschina. Strumentalizza l’atmosfera ironica che si respira a Napoli per veicolare il messaggio della sharia.
Le nuove leve di Maometto sono intervistate per accrescere un immagine di moderatismo così cauto da risultare stucchevole, perfino davanti la telecamera; naturalmente non esiste approfondimento sul radicalismo, come se il problema fosse inutile e comunque non li riguardasse.
Sembra di assistere al reality di un gruppo di boy-scout!
Lasciatemelo dire, qualcosa non torna.

Pensate, la distribuzione di Napolislam ha ritirato il film dalle sale, di fretta e furia, dopo gli attentati di Parigi, perché temeva sommosse davanti al cinema. Come mai?
Bhe, ok che siamo stupidi ma sapete, quando la realtà ti arriva in faccia come un autotreno, a quel punto non la dai più da bere. Rimangono a darti ragione giusto i centri sociali, è li che il Pagano strizza l’occhietto furbo.
E’ un tripudio di slogan: la Chiesa è mafiosa e intollerante, Israele uccide tutti i bambini palestinesi, l’Italia fa schifo. L’Islam ci salverà.
Che documentario equilibrato…

Napolislam ce lo meritiamo. Il Sistema conosce i suoi polli e ha cercato comunque di recuperare: giù soldi nel marketing.
Ecco spuntare articoli su giornali nazionali, premi, riconoscimenti, pubblicità su telegiornali, addirittura una vetrina internazionale, che neppure Sorrentino -dopo l’Oscar-  è riuscito a conquistare. Potenza del petrolio.
Conclusione: il film continua ad andare male. Non convince.
Per fortuna, esiste un Italia che non ci sta a farsi prendere in giro. Però serva da lezione. A me, sopratutto.
Oltre a denunciare la menzogna bisogna dialogare con i salotti buoni, dove maggiormente attecchisce la deriva buonista.

E’ doveroso uscire dal circolo underground; sapere che il mio, il vostro intervento, potrebbe impedire ai tanti sig. Pagano di girare schifezze come Napolislam, allora il rischio, qualunque sia l’esito, sarà ben ripagato.

Ps: concludo l’articolo con un endorsement verso me stesso: curiosi di scoprire cosa pensa REALMENTE un convertito?
Cliccate sul video Youtube e la pagina facebook Resurrezione, seguirete passo passo la conversione di Giuliano, un ragazzo italiano che si trasforma in un terrorista internazionale, ricercato dalle polizie di tutto il mondo.
Il suo scopo? Trasformare la regione in cui viveva, la Liguria, in una terra dominata dai Mullah.  Alla faccia della tolleranza.
Uomo avvisato…