Un esorcismo su scala planetaria

Le origini

Il virus covid-19 non è un castigo di Dio. Piuttosto è la testimonianza autentica di quanto il Maligno sia spietato.

Ora sappiamo, se occorresse l’ennesima prova, che i ponti non possono nulla.
Non ci rendono simpatici a Dio (forse il contrario!), né ci proteggono dagli artigli del suo contendente.
I ponti sortiscono un effetto tsunami: sommergono di disperati un territorio, già stremato dalla piaga del virus. Anneghiamo in un autoritarismo sanitario che ci obbliga ad accogliere, ma ci impedisce di uscire. Moriamo inghiottiti dall’onda dell’ineluttabilità.
Ponti, sinistra, cattocomunismo hanno fallito miseramente: nessuno crede, ci si affida ai mass media non a Cristo. Anzi, peggio: di Cristo non ci si fida più. Si preferisce seguire i presentatori della tv.

Se vogliamo che la carneficina termini dobbiamo urlare. Eh si, fare la figura dei matti!
Urlare che il mondo è sotto attacco. Urlare che gli adoratori dei ponti, hanno fallito. Dovrebbero mettersi una pietra al collo, raggiungere il mare, sparire con i loro amati barconi.
Ciò che occorre ora è un esorcismo su scala planetaria. Dare voce ai depositari del Mistero.
Solo loro possono fermare i demoni, impedendogli di avvelenare l’aria che respiriamo.
Vi ho avvisato: ci prenderanno per matti! Ma è savio chi crede che la salvezza passi dalle parole di Fabio Fazio o Jovanotti?

Nota: chi sono i depositari del Mistero?
Alcuni nomi: Giussani, Santo Pio, Amorth, Fanzaga, Bamonte, moltissimi altri.
Per depositari del Mistero intendo coloro che rispettano le origini soprannaturali del Cristianesimo.
Cristianesimo + soprannaturale è un binomio avulso (rinnegato) da una parte di credenti, abituati a considerare l’Onu, ONG, Unhcr come parte “nuova” della “vera” Chiesa.
Dobbiamo urlare: “Greta Thumberg, Gino Strada, Scalfari, non siete apostoli, ma pessimi attori da show business!”.
Il mondo che perde tempo ad applaudirli, si accorge tardi del virus che lo sta uccidendo. Troppo tardi.

San Pio (1)

il miracolo è frutto del santo, non dell'uomo comune
il miracolo è frutto del santo, non dell’uomo comune

 

“Scherza con i fanti, lascia stare i santi”, dice l’adagio. E’ tuttora vero.
Un modo per prendere in giro il sacro è credersi santi. Come fanno tanti provocatori.
Chi sono?
Chi non si accontenta di una vita cristiana, e passa direttamente al livello UP: fa il santo. Parla di fantomatici miracoli.
Si immagina nell’olimpo del divino e dichiara di assistere-di produrre-di ricevere miracoli. Le persone che vivono ciò vanno assecondate, poichè ogni ragionamento è vano.
Non si accorgono di perdersi il bello del Cristianesimo: basta uno sguardo per salvarti; la salvezza ce l’hai già in tasca; riuscire (poco o tanto) ad esprimere la fede, fa parte del gioco.

I miracoli dovrebbero essere lasciati perdere. O meglio, lasciati a chi di dovere. Più precisamente: essere appannaggio della Chiesa. Appunto, dei santi. Stop.

Pensare che l’opera di Dio si dipani a portata di mano è fuorviante.
San Pio l’ha dimostrato: la santità richiede un prezzo altissimo: torture infernali, visite del demonio, mutilazioni della carne. Superando questo, allora si, i miracoli sono possibili.
Evidentemente, chi oggi si ostina a fare il santo si paragona a San Pio. Senza attraversare le inchieste che la Chiesa richiede, si autoproclama uomo/donna del soprannaturale.

Coloro che provano le vesti del santo, scherzano con il divino. Strappano un sorriso lassù, a chi li guarda, ed anche a noi, che non dovremmo mai prenderli sul serio.