Splatter Hour il librogame

Splatter Hour di Federico Bason
Librogame in download gratis

Disponibile al download gratuito “Splatter Hour” il librogame; è la storia di una magione infestata ed un eroe pronto a sfidare le forze del male.

Direttamente dalla atmosfere arcade anni 80, “Splatter Hour” è un tributo al videogame Splatter House.

Qui pagina ufficiale facebook dove poter scaricare l’opera.

 

 

Esercizi 2019

La curiosità dell’uomo verso lo spazio, l’esplorazione di pianeti è il suo innato desiderio di infinito.
Una fame che accomuna credenti e non, che si esprime con approcci diversi, ma rimane un punto incontrovertibile dell’esperienza umana.
Anche (sopratutto) in maniera inconscia: ci si domanda, tramite un film, o una lettura, quale sia il “dopo”.
Il nulla (come predica l’ateismo), oppure Tutto (come chi si affida ad una fede)?

La religione sembra essersi stancata di questo dualismo, opposto, litigioso.
Che si trascina da millenni, senza un punto di svolta.
E’ un mistero, quindi affascinante da meditare, molto meno da dipanare.
Per questo si sceglie la via più comoda: meglio parlare di barconi, di migranti.
Più facile dire che l’agonia del mondo è sulle spalle dei Cristiani, che dire ai Cristiani di sentirsi padroni della propria ricerca.
Quale ricerca?
La ricerca del Mistero.

Ho letto gli appunti degli Esercizi 2019, e ammetto che mai come quest’anno ho trovato la ricerca di quel Sé, vivo, limpido.
Tanta carne al fuoco, poiché mi sembra che lo studio sia focalizzato sulla domanda.
Molto CL delle origini, nulla sul “religiosismo” moderno (i ponti o l’avanspettacolo dell’accoglienza).

La lettera di una ragazza, per esempio, mi ha colpito:
racconta di venir fuori da un’esperienza positiva, bella. In cui ha percepito il senso Cristiano.
Poi torna alla vita di tutti i giorni.
E di quella esperienza non rimane nulla. Come ingoiata. Lei si sente spenta, torna la stessa di prima. Si affrontano le identiche difficoltà, l’aridità che la vita propone a getto continuo.

La risposta è concreta, tipica del modus giussaniano: andare a fondo dell’esperienza; domandarsi: “ciò che ho vissuto, l’ho vissuto al 100%?”.
Ci penso sù, è la domanda della ragazza a non convincermi.

Vorrei chiederle: sei sicura che quell’esperienza che tu consideri positiva, nonostante si sia esaurita nel tempo di quell’unica circostanza, non abbia –in qualche modo- cambiato il mondo che hai attorno?

La ragazza spiega: tutto è tornato grigio, piatto. Quindi la percezione è che la realtà sia rimasta lo stessa, ma –da lì si dovrebbe partire- la tenebra della quotidianità difficilmente viene squarciata.
Non saremmo noi forse troppo esasperati nel volere la “Rivelazione”?

Quello di cui sono convinto è che fare esperienza del Mistero, incide sempre la realtà circostante, forse non la cambia, ma la colora decisamente.
Quell’esperienza –se vera- rende meno oscura la gradazione della realtà (che purtroppo tende al nero).
Non è cosa da poco!

Il suggerimento che vorrei dare a quella ragazza è di considerare la realtà sempre collegata all’esperienza cristiana. Nonostante tutto. Nonostante il proprio Io. Non bisogna desiderare le “mirabilie” (accolgo, apro i porti, vedo la fratellanza dove non c’è) ma addestrarsi a percepire le gradazioni, a volte impercettibili, di una realtà che è sempre dipendente dal Mistero, e non viceversa.

La Profezia

Cambiamenti in vista per il blog?
Forse si. La realtà sopraggiunge a velocità folle: quello che ieri era futuro oggi è vecchio, tramontato.
Cosa rimane di un mondo impazzito, se non cercare di decifrarlo, lasciandosi dietro ciò che non è funzionale alla prova del tempo?
Per dare un senso alla realtà bisogna riconoscerla, poi imbrigliarla, in caso contrario essa può aggredire con ferocia, trasformando ognuno di noi in nemici invece che in protagonisti.

Niente è terribile come sembra, la nuova dimensione va decodificata. C’è un “profeta” che ha già visto il destino del mondo, sta a noi fluire dentro questa profezia, metterci in contatto mentale con lui, perché l’eventualità della catastrofe sembra, di giorno in giorno, sempre più vicina.

L’Europa come la conoscevamo è morta, la tenebra del political-correct, del dominio bancario, delle elitè massoniche ha avvelenato il desiderio dell’uomo, il bisogno di sentirsi popolo tra i popoli.
Le radici “giudaico-cristiane” che si fondavano non sull’appartenenza ad una fede ma ad una modalità spirituale di fare politica, sono state recise, non esistono più.
Parlarne oggi non ha senso, questo fa comprendere quanto l’irrazionale abbia conquistato il cuore dell’uomo.
Gruppi di potere premono sull’Occidente per il riconoscimento della sharia, la legge del Corano, per imprimere il nuovo corso, ovvero le radici islamiche dell’Europa.
Pazzesco vero?
Tutto perfettamente annunciato nella profezia.

La Chiesa Piccola

Chi ha avuto la “visione delle cose” da molti anni ha definito la parabola dell’umanità.
Lo ha fatto per filo e per segno, in veste di un’autorità che il Cristianesimo (anche se tutto volge al caos) ancora riesce ad imprimere.
Ciò che rasserena oltre la stessa essenza del Mistero, è percepire i piani di Dio come invincibili.
Per non logorarci nelle ipotesi iniziamo ad evidenziare i dati stabili, la fonte della profezia.
Joseph Ratzingher, interiorizzandola come una malattia, ha preso su di sé la rivelazione della “fine”.
O meglio, di un nuovo inizio: l’Europa scristianizzata, ridotta a contenitore vuoto, sarà la scintilla di una Chiesa piccola, ridotta ai minimi termini, di nuovo eletta.
Un pugno di uomini, nelle distese di chiese deserte, che continueranno a testimoniare il Mistero.
L’ingresso alla fede sarà presente ma la porta diverrà piccola, più difficile entrarci, l’oceano di fedeli si annullerà in un piccolo gregge, preziosissimo.
Infine l’ultima rivelazione: l’Europa in mano all’Islam.

Come l’arca di Noè

Ma è davvero possibile che una sola religione possa sgretolare tutte le altre?
Dovremmo credere che di un tratto svaniscano millenni di storia, di conquiste, di libertà?
Il punto non è crederci o non crederci, sta accadendo ora, infettandoci uno dopo l’altro.
Raggiungendo in pochi istanti milioni di chilometri, uomini, nazioni, culture diverse, l’Europa in mano ad una oligarchia, ci chiamerà ad un futuro di sottomissione.
Non cerchiamo lo zampino del diavolo, atteniamoci soltanto alla profezia di Ratzingher:
Ciò che accade è perché Dio lo vuole.
Quindi?
Rimaniamo immobili in attesa della fine?
No, il contrario. Prima di tutto sosteniamo la Chiesa a riappropriarsi del Mistero, dei miracoli, dei santi, del soprannaturale.
Poi aiutiamola a non percorrere ponti pericolosi, a non praticare un’accoglienza indecente, facciamole comprendere che il raggiungimento di ricchezza tramite l’immigrazione finirà per mortificarla.
Infine scegliamo uomini (già ci sono: molti esponenti dell’attuale Governo verde-giallo) per ripristinare l’autorità mondana/religiosa. Dare sostegno alla vita pratica dei cristiani, smorzare l’enfasi tragicomica “barconi e clandestini” di alcuni religiosi.
Ho trovato molte similitudine tra la profezia di Ratzingher e la cronaca di Noè e la sua arca:
“Costruisce un’arca sopra le montagne! Noè è pazzo!” la gente lo scherniva.
L’inondazione d’improvviso travolse tutti, come l’artiglio dell’islam quando cercherà le gole degli infedeli. Sta a noi costruire l’arca e raggruppare il piccolo gregge, oppure finire annegati nel nostro stesso sangue, destinato a scorrere sotto quei ponti che tanti bugiardi hanno incensato.

Cosa hai visto?

Thriller Zone è un trittico per pensare e credere.
Leggiamo in chiave spirituale i misteri della cronaca noir.

 

File n.1 – “Cosa hai visto?”

 

Premessa:

– Il delitto perfetto non esiste, neppure il suicidio perfetto.

– Un versetto biblico per avvicinarsi all’inspiegabile: il tragico epilogo di Giada Di Filippo.

 

Anch’io come tanti, sono perplesso di fronte al gesto di Giada.
Troppe domande, troppi misteri, troppi dettagli inquietanti.

La storia inizia (o meglio finisce) con una telefonata: una ragazza che risponde al suo fidanzato, futuro sposo, lei lo rassicura, lo ringrazia poi gli dice: “Puoi vedermi?”.
Lui la cerca, non la trova, quella frase “Puoi vedermi?”, lo incuriosisce: si era fatta bella (era già bellissima) per lui o per l’occasione? La laurea d’altronde è un traguardo speciale…

“Puoi vedermi?” Cos’altro poteva significare?
Il mazzo di rose l’avrebbe fatta felice, appena lei l’avesse visto, appena si fossero incrociati…

Ma dov’era? Non riusciva a vederla.

Si sarebbero baciati? Senz’altro, ma leggermente, per non togliere il rossetto dalle labbra, era il giorno della laurea, dopo la discussione della tesi, avrebbero avuto il tempo di… ma perché qualcuno stava gridando?

Perché la gente correva, urla che assomigliavano a pianti, c’era chi pregava, chi imprecava, cosa accadeva?

Giada da quel giorno ha rinunciato ai fiori, alle rose, a chiunque le volesse bene; ritroverà omaggi floreali su una gelida tomba, vestita da sposa dentro una bara bianca.
“Puoi vedermi?” sembra sussurrare.

Troppi misteri, troppi interrogativi, giornalisti e indagatori della psiche hanno detto la loro, tralasciando un indizio rivelatore.
Quello spirituale.
La domanda che Giada ha rivolto al fidanzato, dovremmo rivolgerla a lei.
“Giada, ma cosa hai visto?”

Facciamo un passo indietro:

Ci troviamo all’università, allo scoccare della macabra messinscena, in quel maledetto giorno.

“Dove sei? Non ti vedo!” il fidanzato parla al telefono, si muove in direzione del luogo concordato. Giada non è lì? Certo che si, dove se non lì, per coronare l’impegno, dopo 5 anni di studio.
Gli amici, la famiglia, l’amore, si erano dati appuntamento, tutti per lei.

Ma Giada avvertiva un mutamento che da lì a poco sarebbe diventato un volo, gli occhi si fecero cupi, nella paura di vedere qualcosa.

Ma cosa?

Escludiamo le solite ipotesi, lette sui giornali, sui blog.
Sono offensive, per la ragazza e per la sua famiglia, le elenco e spiego dove sia l’errore:

  • stato depressivo (è un falso perchè rappresenta una diagnosi generica: dal terrorista al serial killer è un modo per nascondere il problema).
  • condizione di disistima (come dire: non si è laureata quindi si è ammazzata. E’ falso: Giada sapeva che un titolo accademico non avrebbe cambiato le cose).
  • la presunta severità della famiglia (falso: qualcuno addossa al padre -appartenente ad alte cariche militari- un’educazione repressiva. Non esiste nessuna prova a riguardo. Anzi, Giada –secondo le confidenze fatte alla cugina- si riteneva una ragazza fortunata).
  • personalità violenta (falso: una nota psicologa ha scritto che la messinscena prima dell’omicidio avrebbe un valore fortemente aggressivo. Quello di punire chi le voleva bene. Per me è impossibile credere alla sociopatia. Pensate che il sindaco di Sesto Campano -dove i Di Filippo risiedono- ha definito Giada un “gioiello”, il paese la descrive come affabile e solare).

 

Oltre gli enigmi, la ragazza ha visto qualcosa. Di raccapricciante.
Lei, da credente, ha avvertito qualcosa, che le è salita sulla pelle e da lì non si è smossa.

Una verità che può sconvolgere:
 “Tutto il mondo giace nel potere del maligno” (1 Giovanni 5/19)

Questa condizione, qualora si negasse, può esprimersi come volontà esterna, divenendo padrona degli occhi che la guardano.

E’ bene ricordare che un Dio operante è il porto sicuro contro le tempeste della vita.
Il Cielo, sopra a chi lo guarda, si staglia in contrapposizione con il mondo.
Quel mondo corrotto, maligno, che ha fatto volare giù Giada Di Filippo.

Pare impossibile credere ai professori, ai giornalisti, agli psichiatri.
Vorrei chiederlo a lei, farle l’ultima domanda: Giada, ma cosa hai visto?

 

Clicca QUI: mio editing su estratto di “”Fear and wonder” dei Dimmu Borgir e video dei Behemoth “Ov fire and the void”. Rende perfettamente l’idea.

Offerta-Profitto

Le ONG sono casseforti di denaro, volenterosi carnefici del popolo Europeo. Eppure sono tanto “buone”…

 

Monetine, contributi, piccoli versamenti?
Arriviamo dunque a parlare del sistema di sostentamento delle ONG.
Dicono di vivere di obolo, la cosiddetta elemosina.
I due euro al mese dell’ingenuo di turno non sono ciò che permette alle ONG di essere re.
Aprire uffici nel mondo, comprare navi, diventare holding “sociale” è un gioco di miliardi, non di pochi spicci.
Dove ricavano enormi ricchezze?
Mettendosi al servizio di un Élite e facendosi pagare (pagare BENE, non parliamo di monetine da 2 euro). Le ONG fanno il lavoro sporco per conto di altri.
Chi sono queste Élite? Perché utilizzano le ONG?
Le Élite sono enclavi (nota bene: esse NON si riconoscono in alcuna nazionalità o religione) che divorano le risorse dei paesi.
Hanno potere, soldi: decidono le sorti del pil dell’Europa. In una parola: speculatori.
Le ONG sono il braccio “disarmato”: con la scusa del “pacifismo” e della “beneficenza”, giungono ai rami alti del Palazzo, lo infettano, lo fanno seccare, si installano con la loro forza di “volontariato”.
Le ONG sono strapagate, le Élite esercitano il controllo, sui media, sulla politica, impediscono il cambiamento. Per questo sistema di cose, il tanto peggio è tanto meglio.
Le ONG tutt’oggi sono considerate disinteressate, benefiche. Folle, vero?

Nel prossimo articolo, un “business plan” tipico delle ONG: o con noi o sotto di noi.
Clientelismo selvaggio fino a sfociare nella violenza.
Ma non erano “pacifiche e neutrali”?