Dati stabili

La pandemia ha descritto una umanità in crisi, impaurita, ma anche di buona volontà.
Qualcuno ha detto: il Covid è il diavolo rivelato alla scienza, il principe infernale ad uso del non credente.
Il mondo ha seguito la lotta tra il cosiddetto bene (la ricerca scientifica) e il male (il Covid), fuori dagli schemi religiosi, donando ai ricercatori il ruolo di moderni “esorcisti”.
Come per l’esistenza del diavolo (quello vero), affrontare il Covid è stato arduo perché la sua stessa esistenza era messa in dubbio (“solo un raffreddore” cit. Zingaretti), oppure si scivolava nell’integralismo (i milionari che si seppellivano dentro i bunker); la gente continuava a vivere utilizzando i “dispositivi di sicurezza personali” (guanti e mascherina, che rappresentavano la croce e acqua benedetta dell’iconografia cristiana) con la speranza che il diavolo-Covid sparisse al più presto.

Da ciò ne è scaturita una scienza “ridimensionata”, che ha perso la sua baldante “alterigia” verso le religioni.
Se aveste parlato, prima del virus, con un sostenitore della scientismo, o con un fautore dell’ io iper-razionale (“se non c’è spiegazione, non esiste”) avrebbero enunciato che la scienza fornisce sempre una risposta affidandosi a dati incontrovertibili.
Ma le cose sono cambiate.

Diamo un occhiata ad alcuni dati “stabili e incontrovertibili”.
Autorità sanitaria: “mascherine e i guanti servono a contrastare il virus”.
Autorità sanitaria: “mascherine e i guanti potrebbero non servire a contrastare il virus”.
Autorità sanitaria: “lavarsi spesso le mani con prodotti specifici debella il virus”.
Autorità sanitaria: “non occorrono prodotti specifici per debellare il virus”.
Autorità sanitaria: “l’assembramento in riva al mare è vietato per rischio di pandemia”.
Autorità sanitaria: “il mare e lo iodio neutralizzano naturalmente il virus”.
Autorità sanitaria: “il Covid 19 miete ancora vittime”.
Autorità sanitaria: “il Covid 19 è sparito”.
Quanti esempi vi vengono in mente?

Possiamo continuare all’infinito ma è urgente dire questo: la ricerca scientifica non comprende cosa accada al mondo, poiché piaccia o meno, si creda oppure no, è il Mistero a dominare il mondo.
La presunzione umana, che tutto vuole spiegare, ha fallito miseramente.
Gli atei hanno gettato “alle ortiche” le religioni, sperando di allontanare i suoi protagonisti: Il Covid-19, moderno diavolo del caos, ha risposto battendo un colpo.

Non gioisco

Silvia Romano è libera. I media titolano: l’Italia impazzisce di gioia alla notizia.
Chi impazzisce? Sopratutto, a quale prezzo?
Andiamo per ordine: è stato pagato un riscatto per liberare la “cooperante”, cioè l’Italia ha consegnato milioni di euro nelle casse dei terroristi, che potranno così finanziare altri sequestri. Poiché si parla di Islam radicale, sono da preventivare attacchi terroristici in Europa; L’Italia con la “liberazione” diventa a tutti gli effetti finanziatore occulto del terrorismo.

Chi è che gioisce per la “cooperante”?
Gioisce la famiglia, come è naturale, ma anche molti uomini di potere.
Il termine “colonialismo” è stato soppiantato da “cooperazione”, il trucco è sempre lo stesso: con la scusa di una modesta beneficenza, si ispeziona il territorio, lo si prepara al sacco, depredandolo delle poche ricchezze (ad esempio privare la comunità del luogo dei suoi giovani, convincendoli ad emigrare in Occidente; indovinate da chi sono finanziati i taxi del mare?).
Dietro i gessetti colorati, le facce buffe e il “restiamo umani” prospera il solito piano: impedire al popolo africano di autodeterminarsi.
Le ONG, impegnate nella tratta di esseri umani, sono terrorizzate da questa evenienza!

La figura del colonialista è diversa dal missionario. Ci si confonde.
Il missionario, piaccia o meno, fa opera di evangelizzazione, porta la fede e non ha interesse di “esportare” democrazia.
La gente come Silvia Romano vende sogni ad un popolo che non ha bisogno di sognare, ma di tornare libero. Senza l’uomo bianco che gli stia intorno a fare la scimmietta.
Decisamente non gioisco per la “cooperante” Silvia Romano.

Due Videoclip

Due videoclip  creati da me, che riflettono un approccio originale alla realtà, editing su fumetti creepy anni 80.

The atheist: meno di un minuto per dimostrare quanto il Cristianesimo, quello rivolto al soprannaturale, sia dirompente.

 

 

The Game: Il Covid-19 dimostra che i ponti non sono il viatico di Dio, forse il contrario. La relazione con il Mistero non ha bisogno di infrastrutture.

 

Un esorcismo su scala planetaria

Le origini

Il virus covid-19 non è un castigo di Dio. Piuttosto è la testimonianza autentica di quanto il Maligno sia spietato.

Ora sappiamo, se occorresse l’ennesima prova, che i ponti non possono nulla.
Non ci rendono simpatici a Dio (forse il contrario!), né ci proteggono dagli artigli del suo contendente.
I ponti sortiscono un effetto tsunami: sommergono di disperati un territorio, già stremato dalla piaga del virus. Anneghiamo in un autoritarismo sanitario che ci obbliga ad accogliere, ma ci impedisce di uscire. Moriamo inghiottiti dall’onda dell’ineluttabilità.
Ponti, sinistra, cattocomunismo hanno fallito miseramente: nessuno crede, ci si affida ai mass media non a Cristo. Anzi, peggio: di Cristo non ci si fida più. Si preferisce seguire i presentatori della tv.

Se vogliamo che la carneficina termini dobbiamo urlare. Eh si, fare la figura dei matti!
Urlare che il mondo è sotto attacco. Urlare che gli adoratori dei ponti, hanno fallito. Dovrebbero mettersi una pietra al collo, raggiungere il mare, sparire con i loro amati barconi.
Ciò che occorre ora è un esorcismo su scala planetaria. Dare voce ai depositari del Mistero.
Solo loro possono fermare i demoni, impedendogli di avvelenare l’aria che respiriamo.
Vi ho avvisato: ci prenderanno per matti! Ma è savio chi crede che la salvezza passi dalle parole di Fabio Fazio o Jovanotti?

Nota: chi sono i depositari del Mistero?
Alcuni nomi: Giussani, Santo Pio, Amorth, Fanzaga, Bamonte, moltissimi altri.
Per depositari del Mistero intendo coloro che rispettano le origini soprannaturali del Cristianesimo.
Cristianesimo + soprannaturale è un binomio avulso (rinnegato) da una parte di credenti, abituati a considerare l’Onu, ONG, Unhcr come parte “nuova” della “vera” Chiesa.
Dobbiamo urlare: “Greta Thumberg, Gino Strada, Scalfari, non siete apostoli, ma pessimi attori da show business!”.
Il mondo che perde tempo ad applaudirli, si accorge tardi del virus che lo sta uccidendo. Troppo tardi.

Gli Jinn non esistono

Hamid e Imeri, succube di un entità appartenente alla sua religione

Una immagine come tante, di un papà che tiene abbracciato suo figlio:
cosa c’è che non va in questa foto?
Essa racchiude una storia di cronaca nera, in questo caso sapientemente occultata, poiché non corrisponde ai canoni del political correct.
L’uomo in foto ha strozzato suo figlio, subito dopo ha riferito ai familiari che il bambino è morto di asma.
Detta così, sembra una storia di follia, cosa ci sarebbe da nascondere?

Se fate una ricerca in rete (il nome dell’assassino è Besart Imeri) i giornali parlano di omicidio causato da “delirio religioso” e anche di “forze esterne malvagie” che hanno mosso come un burattino la mano di Imeri.
(Dal Corriere della Sera:  “Una forza sovrannaturale, legata alla sua religione, si era impossessato di lui già da alcuni mesi, fino a spingerlo a commettere l’infanticidio” foto in fondo all’articolo e Link a Il Messaggero)

Ma dove si trova la censura da political correct? Dobbiamo faticare un bel po’ per reperire in rete un elemento fondamentale: il carnefice era islamico.
Se fosse stato cattolico lo avrebbero evidenziato a caratteri cubitali, ma non è questo il caso; per non turbare la quiete pubblica (e parte della Chiesa filo-Islam) il dato è stato omesso.
Gli inquirenti non comprendono se l’assassino fosse radicalizzato, comunque lo rinchiudono in ospedale psichiatrico.
Potremmo dire: giustizia è fatta, voltare pagina, ma non lo faremo, lo dobbiamo alla memoria del piccolo Hamid, trucidato da chi gli voleva bene.

Le domande che devono avere risposta sono:
Il papà, devoto dell’Islam, da quale forza maligna è stato catturato?
Perché i giornalisti parlano di una non meglio precisata “entità” e non scrivono il nome (Jinn) su ciò che ha operato?
In Italia quanti mussulmani sono preda di suggestioni del genere?
E’ vero che la loro avversione  verso il Cristianesimo spesso si abbatte sui loro familiari, “colpevoli” di vivere troppo all’Occidentale?
Un devoto chiamato alla jihad, se rifiutasse, verrebbe maledetto e perseguitato dagli Jinn; nel caso di Imeri chi è stato ad evocarli? E perché?
Potete sorridere di queste domande, come potete farlo su tutto, ma ricordate che l’Islam -per quanto vi raccontino- è una religione di spada, dove tutto è possibile.
Perchè i mussulmani, spesso protagonisti di storie a sfondo terroristico e cronaca nera, non abdicano alla Sharia?
Chi glielo impedisce? Di cosa hanno paura?

Tratto dalla pagina a pagamento de Il Corriere della Sera

Un articolo dove si parla dell’entità visitata da Imeri, di strane pagine sul web: 
https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/omicidio-cupramontana-1.3652678 

Mosk lo Jinn

 

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