Il grande scrittore, Bret Easton Ellis
Il grande scrittore, Bret Easton Ellis

Lo spunto dell’articolo viene dall’omicidio, in salsa LGBT, che molti definiscono “Circeo 2.0”.

Ero certo di non scendere -troppo assiduamente- in argomenti di cronaca, ma gli attori del ”La Casa al Collatino”, titolo perfetto per un B movie, meritano una riflessione. Se non altro per l’epilogo alla “Grand Guignol” unito al movente “non-sense”.

Ho letto diversi interventi, con tematiche interessanti: la crisi di valori, la presenza del male, Roma “godona”, la descrizione di una borghesia antropofoga.
Lascio a voi le conclusioni, certo è che i 3 o più attori di questa farsa, chiamato omicidio, rappresentano alla perfezione il vuoto pneumatico del loro non-esistere.

Colpisce la breve spiegazione di Galimberti, che, secondo me, arriva al punto.
Nota personale: peccato per le menate “anti CAT” del prof. , perchè a mio avviso rimane il conoscitore più profondo dell’umano, altro che “l’ateo devoto” Eugenio Scalfari.
Galimberti spiega come l’origine del delitto sia la non-lettura.
Se Foffo & co. avessero aperto un libro in vita loro, avrebbero saziato quello stesso immaginario, che li ha fatti sprofondare nella violenza; se si fossero rivolti al fantastico, avrebbero sublimato la violenza, non giungendo all’omicidio di un innocente.

Riprenderò il tema del thriller e del fantastico in altri articoli, il materiale è comunque sterminato.

Tengo a ribadire quanto sia importante, per una società equilibrata, accompagnare al nutrimento dell’anima (la religione, la fede, ecc), il giusto spazio per la fantasia.
La letteratura thriller/fantasy/horror è campionessa incontrastata di intrattenimento.

Gli artisti che si cimentano in tale campo (che a me piace percorrere in lungo e largo) sono gli autori che sanno spiegare meglio i mutamenti della società. Altro che letteratura di genere.

Giacchè abbiamo iniziato l’articolo con i mostri reali (Foffo & co.), finiamo in bellezza parlando di mostri di fantasia.
Molti giornali hanno citato, per la crudezza del delitto, le storie di  Bret Easton Ellis, grandissimo scrittore.
Mi viene in mente un suo libro “Acqua dal sole”,  carrellata di storie dove la gioventù americana, “made in upper class” sublima il nulla dell’io rifugiandosi nella droga e nella violenza.
Troppo simili ai carnefici del Collatino, che, come gli “scoppiati” di Ellis pensi che no, non possano essere reali. La differenza però salta all’occhio: il nichilismo di Ellis è sacro perché scalpita dentro le pagine di un libro, serio nella rappresentazione, ha senso del tragico; Foffo & co. invece rappresentano solo un passaggio, un intreccio di quart’ordine, che non troverebbe spazio in un romanzetto gore. Neppure là.

Idee confuse in cervelli dominati dal vizio e gli stupefacenti, chissà perché il TG lo definisce nichilismo.
Al tempo di Nietzsche, l’ossessione era dominare il mondo, questi al massimo vincono la gara di sballo. Il mito del super uomo accostato ad un branco di sub-scimmie. Vi rendete conto? Mala tempora currunt.

Il Thriller da Foffo ad Easton Ellis

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