Silvia Romano è libera. I media titolano: l’Italia impazzisce di gioia alla notizia.
Chi impazzisce? Sopratutto, a quale prezzo?
Andiamo per ordine: è stato pagato un riscatto per liberare la “cooperante”, cioè l’Italia ha consegnato milioni di euro nelle casse dei terroristi, che potranno così finanziare altri sequestri. Poiché si parla di Islam radicale, sono da preventivare attacchi terroristici in Europa; L’Italia con la “liberazione” diventa a tutti gli effetti finanziatore occulto del terrorismo.

Chi è che gioisce per la “cooperante”?
Gioisce la famiglia, come è naturale, ma anche molti uomini di potere.
Il termine “colonialismo” è stato soppiantato da “cooperazione”, il trucco è sempre lo stesso: con la scusa di una modesta beneficenza, si ispeziona il territorio, lo si prepara al sacco, depredandolo delle poche ricchezze (ad esempio privare la comunità del luogo dei suoi giovani, convincendoli ad emigrare in Occidente; indovinate da chi sono finanziati i taxi del mare?).
Dietro i gessetti colorati, le facce buffe e il “restiamo umani” prospera il solito piano: impedire al popolo africano di autodeterminarsi.
Le ONG, impegnate nella tratta di esseri umani, sono terrorizzate da questa evenienza!

La figura del colonialista è diversa dal missionario. Ci si confonde.
Il missionario, piaccia o meno, fa opera di evangelizzazione, porta la fede e non ha interesse di “esportare” democrazia.
La gente come Silvia Romano vende sogni ad un popolo che non ha bisogno di sognare, ma di tornare libero. Senza l’uomo bianco che gli stia intorno a fare la scimmietta.
Decisamente non gioisco per la “cooperante” Silvia Romano.

Non gioisco

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