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Giovedì 17 Marzo, anniversario dei 150 anni di Italia, è stata la fiera dell’ipocrisia.

Di un tratto tutti, e dico TUTTI, si sono riscoperti patrioti. Amanti della bandiera, estasiati per l’inno e la millenaria storia. Quel giovedì mattina mi trovavo sulla banchina della Metro, dai microfoni preposti agli avvisi si udì a tutto volume una musica: era l’inno Nazionale.

Guardo perplesso gli altri viaggiatori, i quali invece non mostrano sorpresa. Sembrava la cosa più normale possibile. “Mi troverò in Francia, o forse in America” penso perplesso, divagando su uno di quei racconti di fantascienza, dove il protagonista di improvviso viene risucchiato in un’altra dimensione spazio-tempo.

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Eh no, questa è proprio l’Italia. E sono i giorni presenti, non è un sogno. Dunque dobbiamo dire grazie a Bossi se l’Italiano si è riscoperto patriota. Senza dubbio.

Ciò che non è riuscito a fare Berlusconi, il partito liberale, i repubblicani, meno che meno la destra di Fini (eh si, una volta Fini era di destra!) c è riuscito il Senatur. Lode e gloria al suo manipolo di scalmanati.

Certo fa impressione vedere i post comunisti lasciare la bandiera rossa per sventolare il tricolore. Giuro, non riesco ad abituarmici. Assistere durante l’inno ai lacrimoni scomposti dei compagni, gli stessi che facevano i viaggetti in Russia, per portare soldi al comunismo e tornare avvelenati di ideologia, c’è da rimanere a mascella spalancata.

“Oggi siamo tutti Italiani, evviva!” dovremmo gridare. Si… come no!

Qualcuno ricorda l’antico italico vizio? Salire sempre sul carro dei vincitori, disciplina a cui molti nostri connazionali sono preposti.

Basta avere la memoria lunga: il paese cade nel regime fascista, ed ecco che tutti sono fascisti. Cade il fascismo, e tutti che diventano antifascisti. Oppure si riscoprono partigiani rossi, combinando in questo caso un pasticcio dopo l’altro (Dio benedica gli Americani. Senza di loro saremmo perduti).

Oggi la musica non cambia, ai voglia a intonare “Fratelli d’Italia”.

Quelli che ieri bruciavano la bandiera Italiana, inneggiando a Nassiriya, ora si mettono sull’attenti nel vedere sventolare il tricolore. Tipico. Patetico.

Pensavo in metropolitana: “Povera Patria, riposa in pace. Prima ripudiata poi ipocritamente adulata”. Bisogna ribadire che l’Italia è bella, è  solo che certi “italiani” rovinano tutto. Allora puntualizzerei: Italiani si, ma fratelli di questi figuri, bhe, lasciatemi dire che i fratelli è meglio sceglierseli. Buon Centocinquantesimo a tutti.

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Italia riposa in pace

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