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Leggo sempre più spesso che nella vita bisogna avere fortuna. Fortuna nel trovare lavoro, nel mantenerlo, nello scegliersi un marito o una moglie, nell’allevare figli, fortuna perfino nell’avere (o non avere) buoni rapporti di vicinato. Anche la salute sembra essere diventata una questione di buona sorte.

Poi vedi un film, e cambi totalmente idea. Un film potente, che riesce a comunicare tantissimo. Le scuole dovrebbero farlo vedere ai ragazzi, agli adulti, agli insegnanti. La storia, sembra incredibile, è tratta da un episodio vero.

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Il nome del film è Alpha Dog, se non lo avete mai sentito nominare, non temete. Come tutti i film intelligenti e non schierati a sinistra, il suddetto titolo non ha goduto di promozione e il battage pubblicitario è stato misero.

Da questo epico film, si capisce che la valenza della fortuna è vera come una moneta da 3 euro.

Pensate un po’: cosa c’è di più bello che nascere e vivere nella splendida California, nel quartiere dei super ricchi chiamato Orange County?

E non finisce qui: siete giovani, belli, pieni di soldi e con ville dotate di piscine ed ogni comfort. Avete dei genitori che guadagnano sui 100 mila/150 mila dollari all’anno, e finita l’estate andrete nelle università più esclusive. Che pacchia, vero? E la fortuna non finisce qui: voi e vostri amici siete invitati e organizzate party incredibili, dove è facile incontrare bellezze mozzafiato e stringere amicizie (sembra) interessanti.

Alpha Dog propone la realtà dorata dell’O.C. (diminutivo di Orange County) , svelando impietosamente il lato degradato, subdolo, e alla fine tragicamente inconsistente.

Quello della vita sfrenata, senza regole, con la completa assenza di giudizio etico e morale, porta il gruppo di ragazzi (dai 15 ai 30 anni) a rinnegare l’amicizia e a sopprimere la vita stessa. Giungendo gradualmente al finale del film, i protagonisti sono più simili ad un branco di cani, che a persone dotate di coscienza.

Fa spavento, fa riflettere: coloro che avevano tutto, baciati dalla fortuna fin dalla nascita, cadono inesorabilmente in una spirale di violenza e sopraffazione.

Tornando alla realtà di casa nostra: quando leggo degli Spagnoli Indignados, che riescono a coinvolgere la gioventù di tutta Europa, ho un brivido.

Essi parlano di vita difficile, di lavoro precario, dell’incertezza di costruirsi un futuro. Sarebbero preoccupazioni legittime, ma insieme a queste cose ci mettono in mezzo la fortuna. Quella che -a loro dire- non hanno.

Se vedessero Alpha Dog, accantonerebbero il paradiso emotivo della “buona sorte”. Solo rimboccandosi le maniche si costruisce la vita giorno per giorno: per chi nasce a Orange County, e si trova in mezzo ai “cani”; per chi si percuote il petto e si proclama indignato tra gli Indignados.

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Indignados VS Orange County

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