Tra i "Rich kids" dell'Islam si diffonde una nuova moda. Dopo l'esibizione di macchine, università, orologi, c'è la collezione, come trofei, di corpi senza vita di "crociati" e "infedeli." Le prede siamo noi, se non si fosse capito.
Tra i “Rich kids” dell’Islam si diffonde una nuova moda. Dopo l’esibizione di macchine, università, orologi, c’è la collezione, come trofei, di corpi senza vita di “crociati” e “infedeli.”
Le prede siamo noi, se non l’aveste capito.

 

“Con la misericordia e la compassione mi ci pulisco il culo”
Questo è il pensiero dei terroristi, a Dacca, e in tutto il mondo.
Ridono di noi, non li sentite?

E’ buffo leggere sui giornali i coccodrilli, lacrime preconfezionate, per oscurare il buonismo con cui le sinistre hanno svenduto l’Occidente. Dicono: il terrorismo è il male. Si, ok, è vero. Già detto, declinato e raccontato. Ed ora? E poi?
Ti rispondono: commemoriamo le vittime. Stop, capaci solo di questo.

Un film a Dacca che non è d’orrore, perché nell’orrore vive la tensione e spesso si fronteggiano il bene il male.
In qualunque posto l’Islam conficchi gli artigli, è in atto un film surreale, dove gli idioti soccombono ai cattivi, gli ingenui credono alla luna di formaggio e si consegnano al macello.
Ha fatto scalpore la vittima che innalzava l’Islam a baluardo di pace, per poi essere seviziata da un machete, utilizzato da coloro che difendeva; dispiace che gli ingenui esponenti della “Chiesa di lesbo” (dell’integrazione senza se e senza ma), abbiano avuto identica sorte, concludendo in Bangladesh la favola del “siamo tutti fratelli nello stesso Dio”.
Certo, un Dio uguale; ma le persone sono diverse. Ci sono coloro che uccidono gli occidentali, e gli occidentali, diventati un puzzle sanguinolento, dentro un sacco di plastica.
Altro che fratelli.

 

Simona è la ragazza incinta su cui i terroristi hanno infierito di più. Il bimbo che portava in grembo è morto non per le ferite inferte, ma per le torture patite dalla madre. La poveretta, prima di essere fatta e pezzi, è stata seviziata. Il video è in condivisione dai rampolli bene del Bangladesh.

 

Veramente, ho approfondito in lungo e largo la questione: è in atto non solo una guerra religiosa, ma anche uno scontro di civiltà.
L’Oriana ha scritto tantissimo, è stata zittita perché di destra.
I miei contributi sono confinati nella nicchia dell’underground, perché avversi al pensiero dominante: il “pace e amore” di Boldrini e co, servi e servette di questo sistema malato.
Non faccio compromessi, le lobby di sinistra non mi incantano, non mi avranno mai.

I mostri “democraticamente eletti” ridono di Dacca, del panegirico dell’accoglienza a tutti i costi. Intanto spostano sulla scacchiera milioni di euro: uno come Khalid Chaouki è l’apripista per altre moschee, altro potere, gente che vuole prenderci la vita. Non si può far finta di nulla.

 

Khalid è il volto in giacca cravatta dell'Islam. Dal Marocco, è stato catapultato a Montecitorio. Numerosissime le sue ricognizioni nelle scuole pubbliche del Paese, per -lui dice- parlare di integrazione. Nel contempo sono aumentate le contestazioni al crocifisso appeso nelle aule di scuola ed al cibo proposto nelle mense, che -spiega Khalid- non seguono i precetti islamici.
Khalid se la ride contento. E’ il volto in giacca cravatta dell’Islam. Dal Marocco, è stato catapultato a Montecitorio. Numerosissime le sue ricognizioni nelle scuole pubbliche del Paese (l’Italia), per parlare -lui dice- di integrazione. Nel contempo sono aumentate le contestazioni al crocifisso appeso nelle aule di scuola, al cibo proposto nelle mense, che -spiega Khalid- non segue i precetti islamici.

 

L’Europa si conquista con i machete e gli scranni in parlamento. Lo sanno benissimo, siamo noi a non averlo capito.
Colmi di sensi di colpa, consegniamo all’Isis i beni più preziosi, donne e bambini, con la speranza di essere graziati. Lo straniero esulta -da Dacca a Montecitorio- te lo dice in faccia, ghignando:

“Con la misericordia e la compassione mi ci pulisco il culo”.

Con la misericordia…

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