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Mtv è il canale musicale che manda in rotazione 24h videoclip e programmi su cantanti.

Recentemente anche reality, tendenze giovanili, trasmissioni più o meno comiche.

La musica per Mtv è business, e lo “showbiz” è quello che gravita intorno ad artisti e directors di video.
Ecco il significato della parola: non è importante la voce ma lo stile, non il talento ma la fisicità, non la comunicazione ma vagonate di dollari con cui le case discografiche “costruiscono” gli idoli del pop.

Sotto gli occhi di tutti: imbarazzante.

 

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Metto sul blog 3 esempi, distanti dallo strapotere di Mtv, dove a parlare sono testi e l’atmosfera della musica.
Il primo video (“Old man” dei Puddle of Mud) è un unplugged (ossia girato senza l’ausilio di effetti elettronici). Magnifico nella sua modestia, il cantante  ci regala una ballata country, nuda e cruda.
Il secondo video (“Hard sun” di Eddie Vedder) è parte della colonna sonora di un film: “In to the wild”. Da notare l’efficacia del collage di musica, parole e immagini. Amatoriale ed epico.
Concludiamo con uno dei mostri sacri del rock, Bruce Springsteen (“We take care of our own”). Nonostante nella lunghissima carriera abbia venduto centinaia di milioni di dischi, è sempre stato lontano dalla cricca di Mtv. La sua estraneità ad un modo di concepire la musica per il mercato, ha fatto si che il boss (così soprannominato dai fans) fosse considerato una voce attendibile del disagio della working class dell’America e del mondo intero.

Tre esempi per immaginare un arte diversa. Anti showbiz.

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Big Time: anti “showbiz”
Pubblicato in: Blog

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