Baracca, prime impressioni

Attenzione! Articolo estrapolato da file audio.

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Questo è un file sulle impressioni che ho riscontrato, una problematica che riguarda la libertà di espressione.

Diciamo che noi siamo l’Occidente, siamo la democrazia, in realtà secondo me c’è un autoritarismo e un pensiero unico che fa spavento.

Dunque ho aperto questa pagina su Facebook, si chiama Baracca, è di satira, ma francamente non so quanto durerà. Dipende da me e dipende dagli altri, vi spiego meglio.

E’ una satira gioiosa, quasi infantile, si occupa di politica, un punto di vista di centrodestra destra, ma come potrebbe fare un bambino, quindi anche con un’innocenza e un candore assoluto.

Facebook mi manda continuamente degli warning, dei ban, con accuse pesanti, rendetevi conto. Iniziamo:

Problema Meme

Baracca le persone che prende bonariamente in giro, diciamo, è una forma di tributo, Prendo l’esempio, perché una cosa che ha destato molto scandalo, il Meme sulla Boschi. Apriti cielo!

Chiaramente è una cosa ironica, voglio dire ho 46 anni e mi ricordo quando c’era la vera libertà, cioè quando c’erano i socialisti e democristiani si faceva una satira spietata, cattivissima, ma proprio tremenda. Nessuno osava dire nulla, nemmeno le “vittime”, socialisti e democristiani, perché sapevano che era satira.

Ne sono passati di anni ma siamo tornati indietro, ai tempi del Medioevo. I censori ora sono proprio la sinistra, proprio la sinistra che tramite la satira faceva tuoni e fulmini contro socialisti e democristiani.

La solita ipocrisia di sinistra, vero?

L’utenza

Certo un problema si pone, ed è anche grave: mi permetto di difendere chi si fa quattro risate con la pagina Baracca, quindi fa qualche post, magari acido, ma è chiaro che quello sta giocando.

È un gioco, entra nel gioco, non è automaticamente una persona malvagia.

Certo io NON vorrei essere responsabile se l’utenza scrive “morite tutti” o offese e improperi.

E’ un problema di coscienza o un problema di libertà?

Diciamo che mi piacerebbe essere giudicato per quello che creo non per quello che il mio pubblico pensa o si mette a scrivere, butta giù ad istinto.

Io costruisco una pagina assolutamente innocua e dovrei essere punito per le parole di altri?

A me così non va bene.

Poi si pone un problema secondo me culturale spaventoso.

Nel momento che metto un Meme, divertente o meno, la persona se sta al gioco e quindi si diverte, fa un post, forse offensivo, su ciò che facebook ritiene offensivo, e quindi?

Ban e warning ai contenuti della pagina. Assurdo.

Non puniscono chi ha scritto, puniscono dove l’ha scritto!

Sono il gestore della pagina, dunque mi mettete in difficoltà, il commento political scorrect crea automaticamente un problema irrisolvibile.

Quindi in ballo c’è il divertirsi, lo sfogarsi degli utenti, ed in mezzo la censura contro chi gestisce la pagina. Un enorme strumentalizzazione che non porta da nessuna parte.

Facebook dovrebbe spiegare i dati per cui equipara una pagina di gioco, di chi sta partecipando ad un gioco, ad una pagina di incitamento all’odio.

Odio e gioco sono due cose diverse, come possono essere fraintese?

Loro ragionano a volumi, utilizzando algoritmi, ma i risultati sono discutibili.

Tutti schedati?

La censura di determinate parole in un contesto goliardico giocoso è proprio l’anticamera della dittatura, anzi è una dittatura, mi spiego: non si può più utilizzare la parola clandestino/profugo perché l’algoritmo dice che è un post che genera odio. Ma è una vignetta umoristica! Assurdo vero?

Vogliono equiparare un fumetto ad un reato.

Censurate Baracca, censurate quel migliaio di persone, il migliaio di occhi e di bocche che non possono più esprimersi.

Non pensate in realtà che quello era solo una maniera per sfogarsi?

Non si risolve il problema con la censura, togliendo post che fanno ironia sull’illegalità del clandestino, mi dispiace ma così non risolvete nulla.

Vignetta censurata?

Torniamo all’ esempio dei Meme.

A volte Facebook demanda all’utenza.

Quindi i troll vengono su Baracca non per divertirsi ma per rovinare la festa. Per rovinare quel momento di gioco di chi si vuole divertire.

Allora queste persone dovrebbero essere ammonite, non chi sta giocando e chi si sta divertendo.

Non sarebbe normale, così?

Facciamo un po’ di conti sull’utilizzo dei meme, altro che censura.

La Boschi riceve al mese 100 meme e la Rosy Bindi al mese ne riceve 1, chi è più importante? Chi ha più spessore? La Maria Elena Boschi.

Ergo, con i meme aumenti la popolarità della persona.

Per facebook questo non conta, cala il sipario della censura.

Allora questo circo fino a quanto durerà?

Ban, censure, warning, solo per 4 risate, non saprei dare una prospettiva, ci sono troppe variabili in gioco.

Fare Baracca è tremendamente divertente ma Facebook appare una nave scivolosa da cui cadere da un momento all’altro.

Vi terrò aggiornati, come sempre.

DMCA e co.

Allineati al sistema? Meglio la fuga.

 

A seguito di un reclamo ricevuto ai sensi del Digital Millennium Copyright Act (Legge statunitense sul copyright), abbiamo rimosso il contenuto ecc ecc

 

Poichè Instagram e Youtube fanno gli schizzinosi, equiparando un minuto di video ad un servizio -secondo loro- di streaming, i prossimi lavori potranno essere spostati sul sito VEOH, sperando di evitare la DMCA e le sue pulci informatiche.

Ecco il nuovo canale, iniziamo con un mini editing dello splendido American Honey.