Fake news

Bambolotti galleggianti, foto photoshoppate di naufragi, finti morti, finti vivi, ONG battente bandiera bho, volontari a 5000 euro al mese, signore e signori l’orrore è servito!

 

Un esempio veloce di fake news.

Ho rivisto con piacere The Night flier, film horror anni 90, e sono shockato nello scoprire molte similitudine con le cronache di oggi.

Tratto da un avvincente racconto di S. King, è la storia di una migrazione (su un aereo), che coinvolge un vampiro, un giornalista, le loro vittime.

Il film è (tra l’altro) una metafora sull’informazione corrotta (quella che oggi chiameremmo fake new), che crea casi umani per fare scoop.

Il Night flier (un vampiro a comando di un aereo) se fosse vero sarebbe impersonato da un capitano di una nave, una ONG, una delle tante del Mediterraneo. L’operato delle ONG –come il cattivo del film- è profuso unicamente al proprio nutrimento, cioè al guadagno, costi quel che costi.

Il giornalista che stringe (o meglio, si illude di stringere) un sodalizio con il vampiro, nella realtà potrebbe essere Saviano, o un qualsiasi pseudo intellettuale, che per apparire su tv e giornali, propone al pubblico sordide (spesso inventate) storie di morte.

Il film è sulle traversate in aereo, ma se mettete navi e barconi il risultato è identico.

Qui trovate il mio editing su canzone di Snoop Dog “Lavender”: il giornalista Richard Dees guarda le sue bugie materializzarsi, il Night flier è pronto per partire.

Cosa si inventeranno per spaventarci?

Fonte

The Terror. Suggestioni raffinate di una grande serie tv. E’ l’opposto della insipida teatralità delle ONG di mare.

Sul significato della Fede, Giussani spiega:
ogni espressione dell’uomo, della natura, si rifà –consciamente o meno- al cristianesimo.
Qualcosa che vedi, che leggi, che sperimenti, se descritta con profondità, fa venir voglia di andare a fondo, di arrivare alla fonte.
Che è appunto la regola del cristianesimo.

Principio identico (si avvalora l’elemento razionale sopra esposto) si utilizza nel Marketing. Un mezzo qualsiasi, film, musica, lettura, se ha VALORE, stimolerà l’utente ad una certa curiosità.
La stimolazione del desiderio crea domanda, la domanda sostiene il prodotto, è una legge di mercato.

La regola suddetta con l’avvento di internet si è raffinata: la pubblicità viene creata per unire utente-prodotto, il passaggio è velocissimo, quasi istantaneo.
Un osmosi ultra personalizzata, che calza come un guanto.

Nella fede, per una bizzarra scelta di “grandeur”, si è giunti all’opposto: gli stimoli dell’individuo hanno difficoltà ad essere accolti dalla Chiesa “moderna”. Che oggi guarda altrove, ha noia di sé stessa, scoraggia la pretesa dei suoi devoti.
A pensarci bene, siamo lontani anni luce dalla ricerca del Mistero, di Giussaniana memoria.

A che punto siamo arrivati?
Che l’atto del bere acqua, per poi cercare la fonte, funziona. ma il torrente è irriconoscibile
Pazzesco, vero?
La proposta della fede, quella millenaria intrisa di Mistero, è messa da parte.
Oggi ci invitano a seguire le istanze delle ONG, le stesse chimere, le stesse dolciastre illusioni.
Una nuova algebra del desiderio: ponti, porti, valori per tutti e per tutte i gusti.
Allora dove sta il Cristianesimo? Certo non tra le ONG. E’ pur vero che esse hanno un formulario di preghiere (laiche) ringraziamenti (laici), riti (laici) ma la spiritualità è altro. Se ci accontentiamo di questo, di una proposta “light”, la fede non solo è destinata ad essere ignorata, ma affonderà nell’irrilevanza delle corti buoniste e radical-chic.

E’ sufficiente uno sguardo nuovo, dentro un telefilm, per sapere davvero cos’è il cristianesimo.
“The Terror” è un thriller (liberamente inspirato alle atmosfere lovecraftiane) che parla di un viaggio, prima di tutto interiore.
Alcuni messaggi che sono riuscito ad apprezzare:
La fede come immeritata beatitudine.
La speranza di un comandante di vascello, verso la salvezza, almeno dell’anima.
La vacuità degli obiettivi terreni.
Un approccio al soprannaturale che cerca di salvare l’umano.
Il valore della comunità, che forze ancestrali mettono alla prova.

In “The Terror” non esistono ponti, porti, ONG in azione, perciò la presenza spirituale è altissima… non è lampante?

QUI UN ESTRATTO (SENZA SPOILERS) di “The Terror”.
La domanda del video è: perchè l’uomo, sperimentato l’incontro con Dio, sceglie di allontanarsi? La “fame” è una giustificazione o una paura del Mistero?

 

 

SAMIRA il fumetto

Una domanda attuale, lecita, scandalosa… a cui nessuno sa rispondere.

Sul sito Moskplace,com (clicca QUI) puoi scaricare GRATIS il fumetto Samira (storia e soggetto di Federico Bason, disegni di Alfredo Pompilio).

INFO:

– Samira sarà disponibile anche in formato cartaceo, con possibilità di vincerne una copia tramite contest (10 unità totali, da metà settembre).
– Vaucher/copie gratuite saranno spedite a redazioni di giornali e personalità della politica e della cultura.
– Vaucher/copie gratuite verranno distribuite presso alcuni licei di Roma (da metà settembre).
– Modalità e tempistiche saranno riportate sulla pagina Facebook di Samira.
Se avete domande o richieste, mandatemi una email o un messaggio tramite pagina ufficiale Facebook, grazie.

Federico Bason

 

Sulla giustizia di Dio, e sul significato di Samira.

Nulla è più sconvolgente per un cristiano (anche per un ateo?) che la propaganda sui ponti, il mostruoso business della cosidetta’”accoglienza”.
Nascosti dietro parole innocenti come ponti e solidarietà, si vuole imporre il Male, ciò che ha in serbo per noi.

Principalmente due condizioni: schiavismo per i migranti; suicidio o disperazione per gli italiani (e per tutta Europa).

Viene da chiedersi: perché alcuni religiosi, alcune nazioni d’Europa, sono complici di un tale abominio?
La risposta non la troverete sui giornali. Non perchè sia proibita o segretata, ma è così terrificante, che causerebbe la follia, di coloro che ne siano esposti.

Qualcuno dirà: è una questione di soldi, in ballo ci sono interessi economici. Cos’altro?
L’accumulo spropositato di denaro è un pretesto: gli alfieri del Male tramano per condurre l’inferno tra i vivi.

La guerra civile in Italia, la ribellione dei clandestini, la supremazia dell’Isis, l’Europa schiava dell’ONU, sono le piaghe iniziali che lo Stige diffonderà: uno tsunami di fuoco –se non interverremo- calerà sulla terra.
Allegorie? Superstizioni?
No, l’Occidente in fiamme è la sharia che divampa oscura.

Ma c’è un segno che fa ben sperare. La teodicea.

Lui, che in nome del libero arbitrio ha permesso che l’uomo dimenticasse Suo Padre, ora reclama giustizia. Una storia che squarcia il velo delle bugie.
Grazie a Lui, possiamo riconoscere i pozzi avvelenati, respingerli e abbeverarci all’acqua del creato, pura, cristallina.
Ciò che viene dal Cielo è sempre GRATIS, non chiede pegno, non è sul libro paga –siano maledette- delle ONG del mare.

La teodicea è il principio di giustizia che Dio impartisce all’uomo, dopo tanto caos arrecato dal male, Cristo ci libera, ci parla. Lo fa con gratuità.

Utilizza un messaggio concreto, immediato, come sa essere un fumetto.
L’umanità venduta al profitto riuscirà a cogliere il senso?

Siamo impegnati a dubitare, di chiunque, di noi stessi, come potrebbe Dio credere in noi?
Samira è la prova della fiducia che riponiamo in Lui, è un senso di appartenenza.

 
La lettura è adatta a tutti e a tutte, permette di riconoscere il malvagio, i suoi oscuri piaceri.
Eleva la ribellione individuale ad una presa di coscienza.
Se confidi nel Mistero, quest’opera sarà parte di te, del tuo credo, farai parte –finalmente- di una verità senza ponti e senza bugie.

E’ un privilegio di cui non siamo degni. Ma è Lui a volerlo.
Ognuno sia chiamato, secondo coscienza, a combattere in Suo nome.

 

Le O.N.G. e le COOP sotto le spoglie dell’accoglienza portano un futuro di violenza e disperazione. E’ giusto farle arricchire?

 

 

Il martello delle streghe

 

Thriller Zone è un trittico per pensare e credere.
Leggiamo in chiave spirituale i misteri della cronaca noir.

 

File n.3 – “Il martello delle streghe”

 

Premessa:
– Sul disastro di Rigopiano, una ipotesi che oscura il razionalismo moderno.
– Casualità o feroce vendetta?

 

Nel Medioevo, la punizione per le cosiddette “streghe” era terribile.
Una delle pratiche più comuni era seppellirle vive, con un sacco legato al petto.
All’interno del quale veniva imprigionato un animale (una volpe o un gatto) che con graffi e morsi tormentava la vittima, nel vano tentativo di scavarsi una via d’uscita.
Il supplizio portava alla morte per soffocamento, non prima di aver sperimentato l’agonia che la bestiola infieriva, condividendo la medesima sorte.

Cosa c’entra Rigopiano?

Le 29 vittime, a seguito della valanga, vengono refertate dal medico legale con una autopsia univoca: l’intrappolamento nella neve, le ferite causate dai detriti, sono -nella maggioranza dei casi- motivo del decesso.
Una lenta agonia per soffocamento e ferite da corpi contundenti.
Non ricorda il tragico epilogo delle cosiddette “streghe”?
Perseguitate nel Medio Evo, danno origine ad un identico copione: è forse una vendetta?
Andiamo indietro nel tempo, capiremo il mistero.

 

Prima del Concilio Vaticano II

Nel tradizionalismo cattolico esiste una componente –una delle tante- che considera le calamità naturali (terremoti, catastrofi, ecc) un’opera di Dio. Cioè siano volute da Dio per punire l’umanità intera.
E’ un ipotesi suggestiva, che però non condivido (personalmente vedo Dio come un faro di pace e amore, piuttosto che un moloch assetato di sangue).
I tradizionalisti si rifanno ad una lettura biblica Pre-Concilio Vaticano II, legittima ma pur sempre una interpretazione; Rigopiano ha la responsabilità di condurci ad una verità diversa. Che abbiamo ignorato. O per convenienza fingiamo di non vedere.

 

Il martello delle “streghe”

Chiariamo subito: l’inquisizione non fu prerogativa del cattolicesimo.
La praticavano i protestanti, ordini religiosi distanti dal cristianesimo, tribunali laici, giudici che si assurgevano a maghi. L’eresia era solo una delle cause per finire al rogo.
Si legga il “Malleus maleficarum” (clicca QUI), testo cardine utilizzato da pagani e religiosi, che conferma quanto fossero diffuse le persecuzioni, a qualsiasi livello.
Detto questo, raccogliamo le ombre di quell’epoca.
Di una umanità che ha rinnegato il soprannaturale.
Il Medio Evo distrusse l’osmosi perfetta –che fino ad allora vigeva- tra fede e natura, religione ed esoterismo.
Il cosiddetto irrazionale venne annientato nel fuoco, seppellito sotto terra. Ma ritorna, sempre. Come una esigenza insopprimibile. E si vendica.
Rigopiano appare invisibile, sommersa dalla neve, ma urla il sacrificio presente per mostraci il passato.
Come se le cosiddette “streghe”, in cerca di creature da immolare, calassero un martello per l’ebrezza di poter apparire.
Un colpo assestato, il boato di neve, la forza di far cedere la montagna.
Da gelare il sangue: la tormenta, il terremoto, il sopraggiungere della notte, la slavina che sbarra il passo, non sono altro che sfortuna? Una serie di tragici eventi?
In fondo lo sappiamo: la natura se vuole, sa essere matrigna. La sua magia non deve essere negata. Non è solo una vendetta, è una presenza.

In Hotel l’angoscia si unisce alla conta dei salvati, nessuno vorrebbe notare che, tra le macerie, occhi soprannaturali assistono alla scena.
I quadri appesi alle pareti, alcuni in terra, contemplano assorti, come se dal dipinto volessero emergere, riprendendo il respiro, il soffio vitale.
Quegli occhi sono lì per avvertire: “Stavolta no, non lo farete. Sarete voi a soffocare. Vi legheremo al vostro sacco. Sentite le nostre unghie?”.

 

 

QUI video ORIGINALI di Finanza e Polizia di Stato, a cui va un sentito ringraziamento per la coraggiosa diffusione.
Quante raffigurazioni di cosiddette “streghe” vedi dentro l’Hotel?
Suggestioni o sospetto sortilegio?
Musica di Ennio Morricone, tratta dal film “La cosa”.
Editing by Federico Bason.

 

Un gioco da bambini

 

 

Thriller Zone è un trittico per pensare e credere.
Leggiamo in chiave spirituale i misteri della cronaca noir.

 

File n.2 – “Un gioco da bambini”

 

Premessa:

Non esiste un modo soft per dirlo, né uno stile diplomatico per scriverlo.
La fine di Pamela Mastropietro è orrore distillato al fiele, uno scandalo con cui radicalchic e benpensanti dovranno fare i conti.

 
Le spire del delitto avvolgono il pubblico lentamente, tassello per tassello, stritolandolo in dinamiche che perfino gli inquirenti definiscono diaboliche.
Una ragazza di 18 anni, dopo aver perso il treno per casa, viene violentata, pugnalata, squartata, sezionata e depredata degli organi interni.
I carnefici sono gli stessi che hanno finto di aiutarla, un pretesto per chiuderla in trappola.

Il piano è ordito da profughi nigeriani, esperti di bisturi e coltello, che parlano del delitto come di “un gioco da bambini”.
Si chiamano Innocent Oseghale, Desmond Lucky, Lucky Awelima, sono gli officianti al rito (molto più che un assassinio) facente parte di una “fratellanza” che dall’Africa all’Europa, muove contatti e contanti.

 

Cosa è successo veramente?

Ripercorriamo la storia: Pamela, attirata nella residenza dell’Oseghale (un profugo dedito all’attività di spaccio) rimane in stato di incoscienza, dopo che l’africano le ha ceduto una dose di stupefacente.
Oseghale, approfittando della vulnerabilità della ragazza, la stupra. E’ l’inizio della fine.
Si uniranno poco dopo i complici* per quel che è -senza dubbio- un rituale di magia nera. L’invocazione ad Exù, divinità africana, ha rinchiuso Pamela in una agonia atroce e senza ritorno.

 

“Pamela? Solo Dio conosce la verità.”

Questa la sconcertante dichiarazione di Oseghale, quando le prove, contro di lui, lo inchiodano. Sorpreso dal clamore -identica reazione degli altri- si dichiara innocente, come se il delitto fosse un atto devozionale.
Ma verso chi?

Exù è una divinità molto popolare tra i nigeriani. Essa viene cultata per la conquista di sesso e di potere.
Si evoca con il sangue, se il sacrificio è consistente, Exù può discendere tra i richiedenti.
Si rifà alla scuola de La Quimbanda, in cui poveri animali (galline e piccolo bestiame) vengono uccisi per chiedere intercessione divina.
Sovente i devoti ricorrono a sacrifici umani, con cui ottengono il ruolo di Bantu, persona dotata di magia e potere (quello che noi chiamiamo stregone).

A Pamela oltre la vita, viene strappata la dignità. Parti di corpo sono dilaniati dagli assassini, che ne cannibalizzano la carne, gettando il resto dentro due trolley.
Il 5 maggio 2018, alla celebrazione della messa, si è sanato l’immondo sacrilegio: il rito cristiano ha strappato dagli artigli di Exù un’anima innocente. Pamela ora riposa in pace nella beatitudine eterna.

 

La fratellanza: “Lui ha sbagliato, doveva …”

Avvengono nuove scoperte, nuove intercettazioni: i devoti di Exù confabulando si chiedono cosa sia andato storto. “Come è possibile? Non è la prima volta che lui lo fa…” si lamenta uno.
“Il cuore! Doveva mangiare subito il cuore!” ammonisce l’altro.
“No! No! Bisognava bollirla, piccoli pezzetti: non rimaneva nulla” seguita il primo.
Ecco la preoccupazione dei profughi arrestati.
Sembrano attendere un colpo di scena, qualcuno che li tolga di impaccio.
La fratellanza ha potere di vita e di morte –come la mafia- se qualcuno prova a parlare. Perfino l’interprete, che in tribunale decifra lingua e simboli, sceglie di fuggire. Ma da chi? Da cosa? (domanda che si è posto anche il legale di Pamela).
Diventare le prossime vittime sacrificali, è questo il pericolo?

Per chi ritenga il ritualismo una fantasia, invito a cercare l’intervista che il Prof Meluzzi, uno dei maggiori psichiatri/criminologi, ha dato sulla vicenda. Il prof. decifra il delitto come tribale, dove il male è cercato, in forma di rito, come modus dei carnefici per ricongiungersi alla propria storia.
Ma i media preferiscono tacere, perchè?

 

Sospetti

La storia di Pamela, da chi muove i fili, è narrata con uno stile fumoso, un incomprensibile ginepraio di omissis, misteri, buchi neri.
E’ calcolato. Una strategia che porta ad un fine: non incoraggiare il sospetto verso i clandestini.
Non tutti sono invischiati nella magia nera, non tutti si corrompono in riti osceni, ma il cannibalismo è una modalità –diciamo il vero- che alcuni clandestini praticano senza timore.
Inutile fuggire il problema.
Si può -come sempre- mettere la testa nella sabbia, oppure chiedersi se la diciottenne, la sua fine, sia un numero di una lunga serie.**
La paura mi corrode il cuore: avremo l’obbligo, per dovere di integrazione, di legalizzare questi “riti”?
Exù, con insaziabile sadismo, agisce come il cacciatore con la preda.
Attende. I giorni passano. Il tempo è dalla sua parte.
Quanti ponti, quanti barconi sono già in congiunzione con il male?

 

*Uno di essi soggiornava –grazie alle famose coop- in albergo a 4 stelle. Ecco il paradosso: gli inquirenti, impegnati nelle indagini, erano costretti a chiamare il centralino dell’albergo, che provvedeva a passare la telefonata in camera del profugo. Egli era solito consumare i pasti in camera e aveva sempre il cellulare spento. Il motivo? “Troppo stress” ha dichiarato.

**Si è scoperto un pozzo, a Porto Recanati, in cui i devoti gettano i resti dei/delle malcapitati/e.

 

QUI una Metafora/Video: nella dimora di Innocent Oseghale, profugo di giorno, pusher di notte, intimo seguace del dio Exú.
Editing by Federico Bason, tratto da “Non aprite quella porta (2003)”
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