I Reattivi e la Presenza

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Di carne al fuoco in questi esercizi se ne trova tanta, impossibile elencare i punti salienti; ricordo che nel sito ufficiale di Cl è possibile scaricare gli appunti per intero. 
Voglio scrivere di un principio forte, che è stato affrontato da Carron con l’esempio di Isaia e di altri versetti biblici.
L’ essere reattivi, quel significato che ci porta a vivere agitati-scomposti-angosciati, è l’antitesi della Presenza. 
Ossia soltanto nella libertà di giudizio (dell’io) si raggiunge la Presenza, invece il ciacolare, l’appiattirsi sulle proprie ragioni, finisce inevitabilmente nell’ingrossare le fila del mondo reattivo.

Un significato pratico che è sintesi del risultato: libertà-esperienza-giudizio-Presenza.

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il Mistero

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Se cè una cosa sicuramente galvanizzante nel “pantheon” di idee e ispirazioni che producono i libri di Giussani, è il far riferimento a Dio come a “Il Mistero”.

Si parla anche di bellezza, ma oggi più che mai è un concetto non assoluto (piace a me, ma non piace a te, e viceversa), si parla di domanda, e qui già ci avventuriamo nel campo affascinante del Mistero.

Poi naturalmente ci sono la comunità, l’amicizia eccetera eccetera.

Ma veramente la cosa che colpisce, e mi fa credere che don Giussani sia arrivato almeno una spanna sopra a tutti, è questo identificare Dio come il Mistero. 

Come sottolineato da un amico, il Mistero non significa l’arcano, cioè incomprensibile e/o occultato, ma sta a rappresentare l’inspiegabile (non nella sostanza, poiché se si crede non c’è bisogno di questa prova), l’inspiegabile per i modi in cui si manifesta e agisce.

Il Cristianesimo è continua scoperta, ma niente e nessuno, prima di Giussani è riuscito a identificare così bene Dio. 

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Un buon esempio

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Ho visto un anime, cosiddetto cartone animato giapponese, che fa capire come veicolare un messaggio spirituale.

Bene inteso, si parla di shintoismo, però da qui può nascere una riflessione più ampia.

Se oggi nel panorama italiano –e non solo- non si sa che pesci pigliare per “spiegare il Cristianesimo” o per renderlo appetibile alle nuove generazioni, “Shingeki no Kyojin – L’attacco dei Giganti” è quello andrebbe fatto.

L’Anime in questione è una allegoria, sviluppatasi da una guerra tra umani e giganti, di come la spiritualità possa essere protagonista di una saga avvincente.

Nulla di astruso, ma un insieme di valori che attraverso le sfide dei protagonisti spiegano i fondamenti di una fede.

Quindi: l’onore, l’autoumiliazione di non saper compiere il proprio destino (che porta gli eroi ad avere maggiore consapevolezza di se stessi), il sacrificio, il sacro come azione e non come rituale, la dedizione all’imperatore, eccetera.

“Shingeki no Kyojin” è l’esempio di come, da un opera di fantasia, si possa declinare i fondamenti di una religione. Scusate se è poco.

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Recensione de “Il Futuro”

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Il futuro è quello che uno ha dentro. E Bianca, la protagonista del film, lo vede senza luce. In compagnia del fratello Tomas, vive la città di Roma, in solitudine, come unico contatto le amicizie un po’ “ruffiane”, di una palestra sotto casa.
A sorprendere, non è la descrizione della città, tipicamente pasoliniana, con il dialetto strascicato, quell’indolenza aggressiva, che porta i poveri a sottomettere altri poveri, anche solo per cinico divertimento, c’è di più: è la posizione espressa da Bianca, la sua realtà che non vuole affrontare, la sua condizione che non vuole vedere. Non ci sta a vivere in quel modo, nè da shampista, nè da prostituta.
Gli amici del fratello, Libio e Bolognes, accattoni in cerca di opportunità, vivono all’ombra di una palestra, coltivando muscoli e assumendo integratori, cercarsi un lavoro è tabù perfino parlarne.
Coinvolgono Bianca in un folle piano: derubare Maciste, un ex body builder in disarmo, con un passato di attore, che trascorre la vecchiaia in una solitudine dorata. Bianca, proponendosi come escort, sarebbe entrata in villa e avrebbe individuato la cassaforte.
Le scene di nudo, di sensualità, di Bianca che si offre all’anziano atleta non sono volgari. Costringono lo spettatore a soffermarsi sulla vera indecenza, quella che appartiene ai due spiantati (Libio e Bolognes) che non riuscendo a combinare nulla nella vita, svelano quanto sia falsa la loro amicizia.
E’ amore, quello che Maciste prova per Bianca oppure bisogno di compagnia? Perché insieme, a parte il sesso, non riescono ad essere felici? 
La storia de “Il Futuro” comprende la difficoltà di vivere il quotidiano, di affrontare il domani con fiducia.
Da l’opportunità di comprendere chi sono i giovani, senza retorica. Scoraggiati, senza iniziativa, eppure disponibili alla redenzione, se colgono la mano di chi vuole soccorrerli.
La diversità radicale tra ambienti, la villa di Maciste e l’appartamentino di Bianca, sono accomunati dalla paura di osservare se stessi. Da una parte porte chiuse, mobili coperti, stanze silenziose, l’autodenuncia di aver paura del prossimo, di non accoglierlo e non sentirsi partecipi. Dall’altra la confusione di pentole, piatti, forchette da lavare, lo sporco, il disordine perenne, il castigo di percepire la propria vita senza nesso, senza ne capo e ne coda. 
La riflessione di Bianca, sull’amore, si chiude con l’immagine del cielo, al tramonto. Triste, ma con uno stormo di gabbiani che attraversa lo schermo, quasi a perdonare il pessimismo. Perché la solitudine di una ragazza non deve essere l’ultima parola in questa vita. 

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Questione di Approccio

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Schema di un Guru della comunicazione per una visione originale del pensiero/azione:

1) L’Atteggiamento mentale (Pensiero)
2) Determina -> l’ Azione
3) Che Determina -> il Risultato
4) Con cui Costruisci -> il Sistema di Credenze
5) Il loop (schemi ripetitivi) si ripete all’infinito secondo la Profezia Autoavverante (L’attenzione attinge alle ultime convinzioni – passive o proattive – che ti sei fatto )

Tutto dipende dai tuoi Pre-supposti (Pensieri iniziali).
Se crei le giuste premesse otterrai i giusti risultati.
Se parti con l’attitudine mentale deprimente, otterrai esiti deprimenti.
Tutto dipende da come e dove dirigi la tua attenzione/pensiero: Il pilota dei tuoi pensieri sei solo tu. 

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