limpido e chiaro (?)

Elezioni Comunali 2016 Roma:

Bertolaso sta là, non può vedere Meloni.

Meloni sta qua, non può vedere Storace.

Storace sta su, non può vedere Di Stefano.

Di Stefano sta dove gli pare, non può vedere nessuno.

Marchini, non ha deciso se stare al centro, a destra, a sinistra, giù o su.

Avanza la destra come il cielo a pecorelle.

L’ultimo atto – Foffo & co. (2)

 

Seconda parte dell’articolo su Foffo e co., poi chiudo qui: non voglio dal loro ulteriore attenzione.

L’ultimo atto: il rito dell’annientamento dell’ “altro” si consuma, il sipario si chiude, il pubblico è in piedi, l’attore principale non può concedere il bis perché , anche volendo, giace senza vita sotto una coperta, devastato da un coltellaccio da cucina.

Gli applausi scroscianti sono tutti per gli unici, veri, protagonisti che meritano ammirazione (e tutta la solidarietà): i genitori del Varani.
Chiedono, lontani dal macilento buonismo, la pena capitale per gli assassini. Tralasciando le fandonie di alcuni giornali, la richiesta non è generata dalla rabbia. E’ bene ricordare che il Varani è morto dopo 8 ore e più di atroce agonia, i genitori della vittima non invocano lo stesso trattamento riservato al loro unico figlio. Chiedono solo giustizia.

In questa selva di birilli, vuoti a perdere, tra piste di cocaina e sesso estremo, la nostra società si scandalizza per la richiesta di due genitori. Per i delitti gravi-gravissimi è “inosabile” una pena esemplare: molti non vogliono giudicare, ammiccano: ecco, ti rifilano i buoni sentimenti.

Ma accade, accadrà ancora: quando l’immaginazione non fa da padrone, l’incubo assale, materializzandosi dentro i soliti mediocri. Se siete avvezzi alla scrittura, avrete presente certi personaggi “usciti male”, innocui dentro l’abbozzo di un idea, che se non opportunamente cancellati, sono capaci di rovinare l’intera storia.
Ecco, anche nel reale, contro di essi, si dovrebbe spingere il tasto delete.

Ma non s’ha da fare, ci spiega lo Stato, perchè i cattivi debbono essere buoni, per confondersi gli uni con gli altri. Ai genitori del Varani non rimane che sperare in una giustizia ultraterrena. Tutti contenti… o no?

Il Thriller da Foffo ad Easton Ellis

Il grande scrittore, Bret Easton Ellis
Il grande scrittore, Bret Easton Ellis

Lo spunto dell’articolo viene dall’omicidio, in salsa LGBT, che molti definiscono “Circeo 2.0”.

Ero certo di non scendere -troppo assiduamente- in argomenti di cronaca, ma gli attori del ”La Casa al Collatino”, titolo perfetto per un B movie, meritano una riflessione. Se non altro per l’epilogo alla “Grand Guignol” unito al movente “non-sense”.

Ho letto diversi interventi, con tematiche interessanti: la crisi di valori, la presenza del male, Roma “godona”, la descrizione di una borghesia antropofoga.
Lascio a voi le conclusioni, certo è che i 3 o più attori di questa farsa, chiamato omicidio, rappresentano alla perfezione il vuoto pneumatico del loro non-esistere.

Colpisce la breve spiegazione di Galimberti, che, secondo me, arriva al punto.
Nota personale: peccato per le menate “anti CAT” del prof. , perchè a mio avviso rimane il conoscitore più profondo dell’umano, altro che “l’ateo devoto” Eugenio Scalfari.
Galimberti spiega come l’origine del delitto sia la non-lettura.
Se Foffo & co. avessero aperto un libro in vita loro, avrebbero saziato quello stesso immaginario, che li ha fatti sprofondare nella violenza; se si fossero rivolti al fantastico, avrebbero sublimato la violenza, non giungendo all’omicidio di un innocente.

Riprenderò il tema del thriller e del fantastico in altri articoli, il materiale è comunque sterminato.

Tengo a ribadire quanto sia importante, per una società equilibrata, accompagnare al nutrimento dell’anima (la religione, la fede, ecc), il giusto spazio per la fantasia.
La letteratura thriller/fantasy/horror è campionessa incontrastata di intrattenimento.

Gli artisti che si cimentano in tale campo (che a me piace percorrere in lungo e largo) sono gli autori che sanno spiegare meglio i mutamenti della società. Altro che letteratura di genere.

Giacchè abbiamo iniziato l’articolo con i mostri reali (Foffo & co.), finiamo in bellezza parlando di mostri di fantasia.
Molti giornali hanno citato, per la crudezza del delitto, le storie di  Bret Easton Ellis, grandissimo scrittore.
Mi viene in mente un suo libro “Acqua dal sole”,  carrellata di storie dove la gioventù americana, “made in upper class” sublima il nulla dell’io rifugiandosi nella droga e nella violenza.
Troppo simili ai carnefici del Collatino, che, come gli “scoppiati” di Ellis pensi che no, non possano essere reali. La differenza però salta all’occhio: il nichilismo di Ellis è sacro perché scalpita dentro le pagine di un libro, serio nella rappresentazione, ha senso del tragico; Foffo & co. invece rappresentano solo un passaggio, un intreccio di quart’ordine, che non troverebbe spazio in un romanzetto gore. Neppure là.

Idee confuse in cervelli dominati dal vizio e gli stupefacenti, chissà perché il TG lo definisce nichilismo.
Al tempo di Nietzsche, l’ossessione era dominare il mondo, questi al massimo vincono la gara di sballo. Il mito del super uomo accostato ad un branco di sub-scimmie. Vi rendete conto? Mala tempora currunt.

Oltre il gesto, l’istinto

Il gesto, si, è importante. Ma non dobbiamo rinnegare l’istinto.
Quella voce interiore che ti dice cosa e non cosa.
Recuperarlo significa vincere tutto.
Capisco che per pagare le bollette non serve l’istinto, ma per il processo creativo è fondamentale.
Oggi ci sono miliardi di questuanti e pagatori di bollette, pochissimi coloro che mettono in gioco l’istinto.
Nulla di male, perchè chi è guidato dall’istinto si ritrova sempre, senza cercarsi.

Overlook Hotel (1)

Chi sia interessato a questo blog ha il dovere morale di documentarsi sugli spiragli di luce, che definirò in seguito, e sulle molteplici ombre in cui il mondo è immerso.
Lungi da me dal parlarvi di cronaca, vorrei dare spazio alla fantasia di due opere che maggiormente hanno segnato la visione (politica e religiosa) dei nostri tempi.
Inizieremo dell’Overlook Hotel, posto inquietante che è icona della corsa dell’uomo verso l’ignoto (tra desiderio e illusione), segnalandovi il meraviglioso documentario ROOM 237 (disponibile su YouTube). E’ un assaggio delle sfide che l’Occidente ha subito e non ha mai superato.

Ci torneremo con calma,,, e molta cautela.