il Piccolo Dio

Ho sempre creduto che uno scisma rappresentasse la rovina per la Chiesa, anzi di più: ritenevo che -insieme alla pedofilia- mettesse in pericolo l’esistenza del Cristianesimo nel mondo.
Evidentemente sbagliavo.
Ma se è tutto sbagliato uno pensa: a che gioco stiamo giocando?
E’ come se per anni ti avessero insegnato che Yes significa Si, ma poi tutto cambia: ”Non è così” dicono “Yes significa No”. Una deriva pericolosa, simile all’incomprensione di Babilonia.

Sulla stessa riga di comando, del codice buggato che fa crashare la Chiesa si inserisce l’ossessione per i ponti.
Anche lì, la logica viene frantumata.
Eppure molti intellettuali si aggiungono al pensiero “demonico” che no, l’esodo di un continente verso un altro continente non è una benedizione, è una catastrofe.
Ma oggi Yes significa No, è il dogma da proporre al nuovo cristiano.

Vi anticipo un tema del mio prossimo librogame: è presente una divinità, lo chiamano il Piccolo Dio, un entità cristiana, anche lui sulla croce, ma di Cristo non ha nulla.
Il Piccolo Dio sovraintende i ponti, il mare, è la nuova adorazione che va bene a tutti, negativa ma vincente, anche se non credi, va bene lo stesso: yes significa no, è il dio che dona business e pretende accoglienza.
L’ “entità” che giungerà presso di noi, ha bisogno di ponti, di sottomettere le coscienze.
Siete pronti ad affrontarlo?

Il Librogame “Nel nome di Dagon” sarà in download GRATIS per il mese di maggio/giugno

La colata – una recensione di Sea sorrow

Sea sorrow è una colata di buoni sentimenti, sensi di colpa, propaganda martellante su immigrazione, accoglienza, ONG.

Unico aspetto interessante (surreale): l’accostamento Nazisti/Europei, che lascia veramente basiti. A voi le personali considerazioni.

Il film è super blasonato, super premiato, candidato a oscar, premi, riconoscimenti, patrimonio dell’umanità… un sistema promozionale auto-referenziato a cui ormai (secondo me) non crede nessuno.

Il file sotto vi aiuterà a farvi una VOSTRA idea.

 

File audio, poi trascritto.

Qualche considerazione sul film Sea sorrow.

Sea sorrow è un gigantesco manifesto pro ONG, sull’associazione Unhcr, e sui leader ONU che si occupano di rifugiati.

E’ un operazione di marketing, piuttosto banale, che mira a suscitare sensi di colpa, e mostra il profugo impaurito, quello che piange, tutto molto scontato.

Per cercare di sollevarsi dall’ovvio il film paragona il presente di oggi ai tempi della seconda guerra mondiale, dove l’atteggiamento dell’Europa moderna è uguale al nazismo.

Che io sappia l’azione dell’Europa è al massimo quella di rifiutare, l’azione del nazismo era quella di perseguitare, due cose differenti e distanti.

Il film non ha guizzo, convince chi vuol farsi convincere, annoia quelli che sono giunti alla realtà. E’ una tragedia montata ad arte.

In questo film/documentario c’è sempre la regista che interviene, fa una sorta di prologo: ad un certo punto sottolinea che in Siria e in tutto il Medio Oriente ci siano delle guerre, guerre in corso, continuano a esserci guerre, ci saranno ulteriori guerre, quindi l’Europa deve prendersi carico dei rifugiati. Di tutti i rifugiati. Giù pistolotti, prediche, esortazioni.

Chi legge il mio blog sa che la ricetta per risolvere la questione è opposta.

Occorre staccarci dalla pretesa di essere i custodi, gli angeli custodi, del Medio Oriente. Il Medio Oriente è in lotta con sé stesso da 1000 anni, è presunzione pensare di risolvere o migliorare esportando democrazie e importando disperati.

L’Islam deve e può pensare ai suoi fedeli, non possiamo più prenderci carico delle loro guerre.

Chi dice che noi siamo i salvatori del Medio Oriente, sta mentendo. Questa film sta mentendo. Come può l’Europa gestire l’esodo di nazioni, continenti, senza innescare guerre civili?

Ho scritto varie volte di una assunzione di responsabilità, di tutti i popoli, di tutte le religioni, alle proprie sfide.

Quindi sia l’Islam ad intervenire per i suoi fedeli; oggi quando parli dell’islam tirano dentro il cattolicesimo. E’ una cosa assurda.

Il cattolicesimo ha le sue sfide, i suoi problemi, situazioni gravissime, le leggiamo su tutti i giornali, deve pensare a questo, non a fare la ruota di scorta dell’Islam.

Il film si chiude con una celebrazione all’accoglienza universale, ma nulla dice di come dovremmo trattare i milioni di rifugiati, specie quelli che invocano la sharia.

Dove sistemare queste persone, come risolvere i loro problemi, e perché, in nome di Dio, dovremmo risolvere i loro problemi, prima dei nostri.

Una colata generalista che di vero ha solo l’immenso business che gravita sulla pelle dei disperati.

 

Baracca, prime impressioni

Attenzione! Articolo estrapolato da file audio.

Clicca QUI per la Pagina facebook di Baracca

Clicca QUI per il Sito web di Baracca

Questo è un file sulle impressioni che ho riscontrato, una problematica che riguarda la libertà di espressione.

Diciamo che noi siamo l’Occidente, siamo la democrazia, in realtà secondo me c’è un autoritarismo e un pensiero unico che fa spavento.

Dunque ho aperto questa pagina su Facebook, si chiama Baracca, è di satira, ma francamente non so quanto durerà. Dipende da me e dipende dagli altri, vi spiego meglio.

E’ una satira gioiosa, quasi infantile, si occupa di politica, un punto di vista di centrodestra destra, ma come potrebbe fare un bambino, quindi anche con un’innocenza e un candore assoluto.

Facebook mi manda continuamente degli warning, dei ban, con accuse pesanti, rendetevi conto. Iniziamo:

Problema Meme

Baracca le persone che prende bonariamente in giro, diciamo, è una forma di tributo, Prendo l’esempio, perché una cosa che ha destato molto scandalo, il Meme sulla Boschi. Apriti cielo!

Chiaramente è una cosa ironica, voglio dire ho 46 anni e mi ricordo quando c’era la vera libertà, cioè quando c’erano i socialisti e democristiani si faceva una satira spietata, cattivissima, ma proprio tremenda. Nessuno osava dire nulla, nemmeno le “vittime”, socialisti e democristiani, perché sapevano che era satira.

Ne sono passati di anni ma siamo tornati indietro, ai tempi del Medioevo. I censori ora sono proprio la sinistra, proprio la sinistra che tramite la satira faceva tuoni e fulmini contro socialisti e democristiani.

La solita ipocrisia di sinistra, vero?

L’utenza

Certo un problema si pone, ed è anche grave: mi permetto di difendere chi si fa quattro risate con la pagina Baracca, quindi fa qualche post, magari acido, ma è chiaro che quello sta giocando.

È un gioco, entra nel gioco, non è automaticamente una persona malvagia.

Certo io NON vorrei essere responsabile se l’utenza scrive “morite tutti” o offese e improperi.

E’ un problema di coscienza o un problema di libertà?

Diciamo che mi piacerebbe essere giudicato per quello che creo non per quello che il mio pubblico pensa o si mette a scrivere, butta giù ad istinto.

Io costruisco una pagina assolutamente innocua e dovrei essere punito per le parole di altri?

A me così non va bene.

Poi si pone un problema secondo me culturale spaventoso.

Nel momento che metto un Meme, divertente o meno, la persona se sta al gioco e quindi si diverte, fa un post, forse offensivo, su ciò che facebook ritiene offensivo, e quindi?

Ban e warning ai contenuti della pagina. Assurdo.

Non puniscono chi ha scritto, puniscono dove l’ha scritto!

Sono il gestore della pagina, dunque mi mettete in difficoltà, il commento political scorrect crea automaticamente un problema irrisolvibile.

Quindi in ballo c’è il divertirsi, lo sfogarsi degli utenti, ed in mezzo la censura contro chi gestisce la pagina. Un enorme strumentalizzazione che non porta da nessuna parte.

Facebook dovrebbe spiegare i dati per cui equipara una pagina di gioco, di chi sta partecipando ad un gioco, ad una pagina di incitamento all’odio.

Odio e gioco sono due cose diverse, come possono essere fraintese?

Loro ragionano a volumi, utilizzando algoritmi, ma i risultati sono discutibili.

Tutti schedati?

La censura di determinate parole in un contesto goliardico giocoso è proprio l’anticamera della dittatura, anzi è una dittatura, mi spiego: non si può più utilizzare la parola clandestino/profugo perché l’algoritmo dice che è un post che genera odio. Ma è una vignetta umoristica! Assurdo vero?

Vogliono equiparare un fumetto ad un reato.

Censurate Baracca, censurate quel migliaio di persone, il migliaio di occhi e di bocche che non possono più esprimersi.

Non pensate in realtà che quello era solo una maniera per sfogarsi?

Non si risolve il problema con la censura, togliendo post che fanno ironia sull’illegalità del clandestino, mi dispiace ma così non risolvete nulla.

Vignetta censurata?

Torniamo all’ esempio dei Meme.

A volte Facebook demanda all’utenza.

Quindi i troll vengono su Baracca non per divertirsi ma per rovinare la festa. Per rovinare quel momento di gioco di chi si vuole divertire.

Allora queste persone dovrebbero essere ammonite, non chi sta giocando e chi si sta divertendo.

Non sarebbe normale, così?

Facciamo un po’ di conti sull’utilizzo dei meme, altro che censura.

La Boschi riceve al mese 100 meme e la Rosy Bindi al mese ne riceve 1, chi è più importante? Chi ha più spessore? La Maria Elena Boschi.

Ergo, con i meme aumenti la popolarità della persona.

Per facebook questo non conta, cala il sipario della censura.

Allora questo circo fino a quanto durerà?

Ban, censure, warning, solo per 4 risate, non saprei dare una prospettiva, ci sono troppe variabili in gioco.

Fare Baracca è tremendamente divertente ma Facebook appare una nave scivolosa da cui cadere da un momento all’altro.

Vi terrò aggiornati, come sempre.

Viganò (e prima una prefazione)

Prefazione

Da tempo ho molte cose da seguire, mi è difficile scrivere le parabole e le salite del Cristianesimo.

Che sia un blog di nicchia ormai si sa, ma non me la sento di lasciarlo nel nulla della rete. Non lo merita.

Perchè? Perchè mi piace il Cristianesimo, mi piace scrivere di Cristianesimo.

Sto facendo un tentativo di utilizzare alcuni miei file audio, quindi i prossimi articoli saranno estrapolazioni di tracce mp3.

Li troverete forse caotici, come un dialogo a tu per tu, ma così riusciamo a mantenere il senso di tanti discorsi che ancora devono essere fatti.

Buona lettura!

 

Primo file audio: Viganò

 
“Dunque avevo già da tempo intenzione di scrivere su Viganò.
In questo blog sono stato anche molto duro su determinate questioni.
Ho sempre cercato di portare avanti un punto di vista, ma oggi non si tratta più di punti di vista, voglio chiarire bene: la vicenda Viganò mi ha lasciato veramente perplesso, no assolutamente non mi reputo un moralista, quindi non sono uno di quelli che dice: “Sfacelo della modernità!” oppure “La chiesa ormai è arrivata allo scandalo!”, no io non penso queste cose e non mi metto dietro tutta questa pantomima, però bisogna dire che questo vescovo agisce in chiave anticristiana.
 
Anzi, addirittura anticristica, cioè  si fa capofila di una ribellione per rompere o distruggere la Chiesa. 
E’ una cosa assurda!
 
Capisco che in gioco ci sono crimini (nota: parlo dello scandalo pedofilia), però mi dà l’idea che sia una scusa.
Il motivo reale è la divisione. Si si, la divisione.
Cosa c’è più satanico di questo?
Ma cosa centra la destra religiosa, i tradizionalisti, i progressisti? Nulla.
 
Non sono un vaticanista, un vip, un super gallonato dei monsignori, però lo voglio dire: secondo me è un gioco sporco di potere.
La guerra non è tra chi è cosiddetto tradizionalista o progressista, non riguarda la dottrina, non riguarda la Fede, è solo un discorso di soldi, gestione di potere, tutto qui.
 
Opinione pubblica
 
Nasce dall’opinione pubblica il fatto che ormai si sia creato un Derby tra tradizionalisti e progressisti.
Ti chiedono: il tuo blog è tradizionalista o progressista?
Domanda mistificatoria: il mio blog per alcune cose è tradizionalista per alcune cose è progressista, quindi tutte le persone hanno opinioni che possono cambiare, alcune in un modo, alcune in un altro (ossia aperture e chiusure varie, un pò progressisti, un pò tradizionalisti).
Ma se derby progressisti contro tradizionalisti è inventato dai giornali, come mai è così facile abboccare?
Perchè alcuni pensano di poter fare tutto. Forzano la mano.
Lo spiego al terzo punto.
 
Oscena imprudenza
 
Parto da un ricordo che ho da ragazzino, sbiadito ma ben compreso. Una sana vigorosa e roboante prudenza dovrebbe essere il cuore della chiesa, non è più così?
Vi racconto questa cosa, l’ho già detto, ho fatto gli scout, altri tempi, bhe c’era questo prete al campeggio che veniva e spiegava che una delle forza del cristiano, uno dei suoi tanti poteri era quello della prudenza e quindi diceva a noi ragazzi: voi che state a fare il vostro campo scout qualunque cosa facciate, raccogliere la legna accendere il fuoco, partecipare a dei giochi è sempre importante la prudenza.
Lui prendeva ad esempio la metafora del passo di montagna, diviso tra un uomo ed un serpente, il serpente se non ha fretta di passare, è prudente, certo potrebbe mordere l’uomo ma lo lascia proseguire.
Immagine meravigliosa, me la sono stampata in mente, la prudenza di quel serpente, cauto, astuto significa che non ama mettersi nei guai. continua il suo percorso senza problemi.
 
Ecco, la prudenza. La prudenza non significa essere vigliacchi ma significa non esporsi inutilmente.
 
Ora arriviamo al problema. La Chiesa di oggi mi sembra il contrario: si espone, è imprudente, rimedia figure grossolane. C’è chi cade nel pubblico ludibrio. Mi sto riferendo allo sciopero della fame dei vescovi… ma vi sembra normale? Per chi? Per cosa?
Ecco che poi furoreggiano i Viganò.
 
Questa ossessione per i clandestini, questa ossessione di farsi loro portavoce,  la Chiesa non pensa ad altro, vi sembra normale?
Per come la vedo io è una mancanza oscena di prudenza; va bene, mi è già stato detto: il cristianesimo si fa con il Vangelo, bisogna aiutare le persone ecc ecc, va bene, però leggo cose fuori da ogni logica. Quel tizio, Biancalani,  lo considerate un uomo prudente?
Poi non ci meravigliamo se esce dal cilindro, dall’altra parte del mondo, un essere speculare, fetido, come questo Viganò? Logico, oserei dire.
E’ il risultato di un assurdo gioco di potere.
 
Comunque questo impazzimento non vincerà, perché quando il diavolo attacca la Chiesa viene sempre spazzato via, le sue zampine vengono recise piano per fargli il più male possibile.
Niente paura ma attenzione al bottone dell’autodistruzione! Circondarsi di Viganò e Biancalani è il rischio sicuro di premere quel bottone.

Spazio vitale

Per la teoria dello “Spazio vitale” hanno portato l’Europa in rovina.

 

Per l’ideologia “No borders” stanno portando l’Europa in rovina. 

Ci cadranno i millenials, forse manco loro.
Forse gli “’00”, così viene chiamato chi nasce negli anni 2000.
Qualcuno abboccherà, è possibile. E vi dico, sono giustificati.

Ma chi è avanti di età (di spirito, di percorso, come vi pare) e si fa ammaliare dagli spacciatori di bontà è di fatto complice della disfatta in cui viviamo.

Oggi come ieri i criminali hanno bisogno del consenso. E queste canaglie ne hanno tanto, troppo.

Chi sono, cosa fanno? Le ONG, i “volontari” da 5K (5000 euro al mese) tessono progetti che tacitamente vanno a realizzare. Una declinazione che viene da lontano.

Esse vogliono destabilizzare la sicurezza di un paese, soffocandoci nell’incubo del passato.

C’è da rabbrividire, ma la gente non riflette: si beve lo spot dei buoni sentimenti, quando quest’ultimi ci trascineranno in guerra. Altro che bandiera della pace!

Le ONG hanno complici tra istituzioni e poteri forti, è un mirroring già visto, perfino i proclami sono identici.

Non lo sa il millenial, lo ‘00, ma il rischio di un conflitto mondiale è altissimo. Come fu la seconda guerra mondiale.

Il nazismo non nacque con Hitler, ma dall’idea di alcuni fanatici di poter annullare i confini tra gli Stati. Era una pretesa assoluta.
I nazisti coniarono un termine apposta: “spazio vitale”.
Cosa significava “spazio vitale”?
Il non riconoscere i confini, portava la Germania a espandere il dominio, a considerare ogni stato sua proprietà. Era il progetto del Reich millenario.
Grazie a Dio le nazioni esistono e il Reich annientato.

Oggi si riaffacciano le stesse ombre.
Caso strano, le democraticissime/buonissime ONG si rifanno all’ideologia “no borders” (traduz. “niente confini”), che è identico al principio nazista dello “spazio vitale”. Una coincidenza?

Applicare il “no borders” significa non riconoscere confini o sovranità agli Stati; sono le ONG a decidere dove espandersi. Proprio come la Germania hitleriana.

Il piano? Colonizzare l’Europa, innescare la guerra civile, creare forme di schiavismo.
Le nazioni in crisi sono miele per gli speculatori, di quante prove abbiamo bisogno per ribellarci?

I soccorsi in mare sono un atto di beneficenza (retribuito!) oppure una strategia di occupazione? Se il cavallo di troia del business dell’immigrazione è scoperto, perché in molti continuano a caderci?
Perchè le navi ONG hanno diritto di sfidare i paesi che li rifiutano?
Perché l’ideologia “No borders” non è fuorilegge, come lo è il nazismo?