Thriller Zone è un trittico per pensare e credere.
Leggiamo in chiave spirituale i misteri della cronaca noir.

 

File n.3 – “Il martello delle streghe”

 

Premessa:
– Sul disastro di Rigopiano, una ipotesi che oscura il razionalismo moderno.
– Casualità o feroce vendetta?

 

Nel Medioevo, la punizione per le cosiddette “streghe” era terribile.
Una delle pratiche più comuni era seppellirle vive, con un sacco legato al petto.
All’interno del quale veniva imprigionato un animale (una volpe o un gatto) che con graffi e morsi tormentava la vittima, nel vano tentativo di scavarsi una via d’uscita.
Il supplizio portava alla morte per soffocamento, non prima di aver sperimentato l’agonia che la bestiola infieriva, condividendo la medesima sorte.

Cosa c’entra Rigopiano?

Le 29 vittime, a seguito della valanga, vengono refertate dal medico legale con una autopsia univoca: l’intrappolamento nella neve, le ferite causate dai detriti, sono -nella maggioranza dei casi- motivo del decesso.
Una lenta agonia per soffocamento e ferite da corpi contundenti.
Non ricorda il tragico epilogo delle cosiddette “streghe”?
Perseguitate nel Medio Evo, danno origine ad un identico copione: è forse una vendetta?
Andiamo indietro nel tempo, capiremo il mistero.

 

Prima del Concilio Vaticano II

Nel tradizionalismo cattolico esiste una componente –una delle tante- che considera le calamità naturali (terremoti, catastrofi, ecc) un’opera di Dio. Cioè siano volute da Dio per punire l’umanità intera.
E’ un ipotesi suggestiva, che però non condivido (personalmente vedo Dio come un faro di pace e amore, piuttosto che un moloch assetato di sangue).
I tradizionalisti si rifanno ad una lettura biblica Pre-Concilio Vaticano II, legittima ma pur sempre una interpretazione; Rigopiano ha la responsabilità di condurci ad una verità diversa. Che abbiamo ignorato. O per convenienza fingiamo di non vedere.

 

Il martello delle “streghe”

Chiariamo subito: l’inquisizione non fu prerogativa del cattolicesimo.
La praticavano i protestanti, ordini religiosi distanti dal cristianesimo, tribunali laici, giudici che si assurgevano a maghi. L’eresia era solo una delle cause per finire al rogo.
Si legga il “Malleus maleficarum” (clicca QUI), testo cardine utilizzato da pagani e religiosi, che conferma quanto fossero diffuse le persecuzioni, a qualsiasi livello.
Detto questo, raccogliamo le ombre di quell’epoca.
Di una umanità che ha rinnegato il soprannaturale.
Il Medio Evo distrusse l’osmosi perfetta –che fino ad allora vigeva- tra fede e natura, religione ed esoterismo.
Il cosiddetto irrazionale venne annientato nel fuoco, seppellito sotto terra. Ma ritorna, sempre. Come una esigenza insopprimibile. E si vendica.
Rigopiano appare invisibile, sommersa dalla neve, ma urla il sacrificio presente per mostraci il passato.
Come se le cosiddette “streghe”, in cerca di creature da immolare, calassero un martello per l’ebrezza di poter apparire.
Un colpo assestato, il boato di neve, la forza di far cedere la montagna.
Da gelare il sangue: la tormenta, il terremoto, il sopraggiungere della notte, la slavina che sbarra il passo, non sono altro che sfortuna? Una serie di tragici eventi?
In fondo lo sappiamo: la natura se vuole, sa essere matrigna. La sua magia non deve essere negata. Non è solo una vendetta, è una presenza.

In Hotel l’angoscia si unisce alla conta dei salvati, nessuno vorrebbe notare che, tra le macerie, occhi soprannaturali assistono alla scena.
I quadri appesi alle pareti, alcuni in terra, contemplano assorti, come se dal dipinto volessero emergere, riprendendo il respiro, il soffio vitale.
Quegli occhi sono lì per avvertire: “Stavolta no, non lo farete. Sarete voi a soffocare. Vi legheremo al vostro sacco. Sentite le nostre unghie?”.

 

 

QUI video ORIGINALI di Finanza e Polizia di Stato, a cui va un sentito ringraziamento per la coraggiosa diffusione.
Quante raffigurazioni di cosiddette “streghe” vedi dentro l’Hotel?
Suggestioni o sospetto sortilegio?
Musica di Ennio Morricone, tratta dal film “La cosa”.
Editing by Federico Bason.

 

Il martello delle streghe

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